Italia

Poliziotto in coma per l’aggressione: tutti arrestati, ma è giallo

di  Redazione  -  3 Agosto 2017

Gli autori del feroce pestaggio all’ispettore di polizia che ha tentato di sedare una rissa a Marino nella notte di Capodanno da ieri sono tutti in carcere tra Regina Coeli e Rebibbia.

«Tutti presi, la vicenda è chiusa» è stato il commento del capo della Mobile Renato Cortese che non pone fine però al dolore divedere un uomo delle Forze dell’Ordine selvaggiamente malmenato per porre fine a una baruffa in città ancora attualmente in stato di coma all’ospedale San Camillo.

Tre degli arrestati sono romani. Il quarto è un ventottenne di Campobasso che era andato con gli altri a festeggiare nel ristorante «Dar Capellone» a Marino. La polizia, nella notte tra mercoledì e ieri, aveva già fermato un romeno, ultrà della Lazio, una rissa alle spalle, colpito da un Daspo per episodi relativi agli stadi italiani.

Nel primo pomeriggio, accompagnati dal legale di fiducia, altri due protagonisti del Capodanno di ferocia si sono costituiti in Questura:  il quarto si è presentato in via di San Vitale a fine giornata. Stesso destino per tutti: una cella e una accusa che in teoria vale anni di carcere: tentato omicidio.

La ricostruzione dei fatti

I quattro, in compagnia di mogli e compagne, in stato alterato, hanno iniziato a litigare all’interno del locale. Insulti, spintoni, sputi. «Sembravano impazziti – hanno detto i testimoni – se la sono presa con i camerieri, con una coppia di cantanti, con i gestori del locale».  stando al racconto del quotidiano Il Messaggero, la discussione è degenerata. I quattro si sono spostati all’esterno del ristorante. Pugni, calci, ferocia da belve. È a quel punto che l’ispettore De Dominicis li ha visti. Tornava a casa, a Marino, insieme alla moglie. Anche lui, alla guida di un’auto, era stato a un cenone. Ha sentito il dovere di fermarsi, ha cercato di calmare gli animi di far pesare il ruolo di poliziotto. Ma da solo contro quattro avrebbe avuto la peggio.

I punti poco chiari

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Velletri, perché Marino rientra in quella giurisdizione. Ovviamente c’è ancora molto da capire. I quattro si accusano a vicenda. Ognuno dice di aver avuto un ruolo marginale e accusa gli altri di essere stati «i veri picchiatori». Ma i testimoni sono molti e le responsabilità alla fine verranno ripartire. uno di questi è stato visto mentre scappava a bordo di un fuoristrada «Hammer». Lo stesso accanto al quale appare in una foto tenendo il pollice destro alzato.