Editoriali

Stupidario italiano? L’elogio di Tsipras

di  Redazione  -  27 Gen 2015

tsiprasTutti in Grecia! Non è, però, il programma delle prossime vacanze estive, ma l’auspicio che un numero impressionante di italiani fa a sé stesso. Perché lì c’è Tsipras, quello che ha annunciato guerra totale alla troika e alle politiche di austerità imposte dall’Europa. Perché in Grecia gli orfani del “Migliore” (Togliatti, non il politico napoletano), sono convinti di trovare attuate quelle politiche che in Italia non trovano mai spazio. Detto che dopo un paio d’ore dalla vittoria il leader della sinistra radicale si è subito alleato con uno della destra radicale e che simile cosa in Italia avrebbe avuto l’effetto di almeno un paio di film di Nanni Moretti, una sceneggiatura di Francesco Piccolo e almeno tre puntate di Fabio Fazio, qualche altra riflessione forse va fatta. greciafame-anteprima-600x414-848484La Grecia vive una situazione economica a dir poco inquietante, frutto anche delle politiche europee, ma in larga parte di un ventennio di corruzione, sperperi e incapacità gestionali. Il reddito medio nel paese ellenico era pari, prima della crisi, a poco più del settanta per cento di quello degli italiani. Adesso è abbondantemente sotto il quaranta per cento. La sanità greca, prima della crisi, non era nemmeno lontanamente paragonabile, in peggio, a quella italica. Adesso è sull’orlo del disfacimento totale. Le autostrade del Peloponneso erano molto peggio di quelle nostrane, anche di quelle del nostro meridione. Oggi sono un colabrodo. Tsipras è una speranza concreta per i greci? Forse, sicuramente il mondo in cui interverrà (sono state cancellate le tredicesime per gli statali, ridotte le pensioni, licenziati i dipendenti pubblici, chiusa la televisione di stato, dimezzati i fondi per la sanità pubblica) richiede grande coraggio e un pizzico di follia. Ma paragonare la Grecia all’Italia solo perché lì ha vinto uno che si richiama alla sinistra radicale, somigliando, in verità, esteticamente più a Renzi che a Fassina o Cuperlo, pare un poco esagerato. Se un po’ di compatrioti vogliono spostarsi lì e vivere l’ebbrezza di campare con quattrocento euro di reddito mensile, contenti loro. Il problema è che a cantare le lodi di questa speranza non sembrano tanto quelli che nel nostro paese vivono ai limiti o in piena povertà, No a decantare un mondo irreale, sono per lo più radical chic, perlopiù impiegati di mammaStato, o combattenti a tempo pieno della resistenza al capitalismo. Persone che appena imbarcate su di un traghetto diretto in Grecia, andrebbero subito a protestare con il comandante per aver visto uno scarafaggio. Il guaio è che nella patria di Socrate, c’è chi vive mangiando insetti.