Il Caso

Reportage: “L’altra Pompei”, un racconto fotografico
inedito per chi non ha mai visitato i suoi scavi

di  Corrado Amitrano  -  13 Agosto 2015

di Corrado Amitrano

Il misterioso rosso pompeiano, le tracce delle vite portate via dai gas e dalla cenere rovente del Vesuvio, le colonne, i timpani e le sculture di una delle più antiche polis d’Italia: Pompei. Estate, tempo di vacanze e tra il buon cibo e l’incanto del Mediterraneo, si cerca sempre il tempo per visitare musei e scavi archeologici. E in Italia la scelta è vasta perché lo stivale, di cultura, è ancora pieno. Non tutti però hanno la possibilità di viaggiare e in modo particolare di ammirare gli scavi dell’antica Pompei, ai piedi del Vesuvio e di cui fu vittima il 24 agosto del 79 d.c. .

“…Il nono giorno innanzi le calende di Settembre (24 Agosto 79), verso la settima ora (circa l’una dopo pranzo) mia madre l’avvertì che si vedeva una nuvola di dimensioni e di aspetto straordinari. Lo zio, che aveva fatto il suo bagno di sole prima e poi d’acqua fredda e, dopo aver pranzato, si era messo al lavoro, chiese allora i suoi sandali e salì in un luogo dal quale poter meglio osservare questo fenomeno prodigioso. La nuvola s’innalzava da una montagna, che si seppe dopo essere il Vesuvio, avendo quasi la forma di un pino marittimo; che proiettata nell’aria come un tronco immenso, si spandeva poi in alto in rami. Io credo che, sollevata da un violento soffio, che poi s’indeboliva e l’abbandonava, ovvero vinta dal suo stesso peso, essa si disperdeva in larghezza: ora bianca, ora scura a macchie. A seconda che era costituita di terra o cenere…”

(L’eruzione del Vesuvio vista da Plinio il Vecchio a Miseno e raccontata dal nipote, Plinio il Giovane)

Poi i primi veri scavi archeologici.  Il primo ad avere contatto con i resti della Pompei sepolta fu l’architetto Domenico Fontana alla fine del XVI secolo; nel costruire un canale di derivazione del Sarno, l’architetto scoprì alcune epigrafi e persino edifici con le pareti affrescate, non vi riconobbe, tuttavia, i resti dell’antica Pompei in quanto la memoria della città sembrava cancellata. L’area di Pompei iniziò a ritornare alla luce solo nel nel 1748 per volontà del re Carlo di Borbone. Oggi, retenews24 offre la possibilità, a chi non ha mai visto gli scavi, di osservarli attraverso un racconto fotografico, inedito, fatto di luci ed ombre; atmosfere che cedono il passo alle prospettive di chi ha vissuto la Pompei brulicante di vita, all’ombra di quel Vesuvio tanto temuto quanto venerato.