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Incontri virtuali online? E’ tradimento. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione: la sentenza spiegata dall’avvocato Rosa Di Caprio

di  Chiara Conci  -  12 Ott 2018

Incontri virtuali online? E’ tradimento. Lo ha stabilito la Cassazione in una recente sentenza.

Il mondo cambia con la tecnologia e mutano anche le modalità di tradimento inteso come violazione dell’obbligo della fedeltà coniugale

Cercare di conoscere nuove persone su chat online è sempre più frequente. Sono nati infatti tantissimi siti di incontri su internet che molte persone utilizzano per conoscersi anche voluttuosamente.

Se siete sposati e siete soliti utilizzare siti online di incontri sappiate che da oggi – nel momento in cui venite scoperti da vostra moglie o vostro marito – potrete essere accusati di aver violato l’obbligo di fedeltà coniugale, anche qualora non abbiate avuto contatti diretti con la persona con la quale siete stati sorpresi a chattare.

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione che ha dichiarato che chiunque flirti sui siti online di incontri o sulle chat commette un tradimento.

Ne parliamo con l’avv. Rosa Di Caprio, avvocato matrimonialista, specializzata in diritto di famiglia, con studio in provincia di Napoli

La vicenda

Tutto nasce dalla decisione di una donna che dopo aver scoperto che il marito frequentava siti online di incontri ha deciso di andarsene di casa.

Durante il processo che si era aperto per dare il via alla separazione il marito ha sostenuto che la colpa dovesse ricadere sulla moglie in quanto era stata lei ad aver abbandonato il tetto coniugale.

La corte d’appello di Bologna ha però stabilito che la responsabilità dovesse ricadere sul marito e non sulla donna, in quanto navigare su siti online di incontri alla ricerca di relazioni equivale a violare l’obbligo di fedeltà coniugale.

Il marito non concorde con quanto stabilito dalla sentenza della Corte d’appello di Bologna, in quanto sosteneva che il fatto che la moglie lo avesse scoperto a navigare sui siti di incontri online non potesse rappresentare una ragione valida per abbandonare il tetto coniugale, ha deciso di presentare ricorso in Cassazione.

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

La Suprema Corte ha quindi confermato la sentenza della Corte d’appello di Bologna che aveva equiparato la frequentazione di siti d’incontri e chat a una violazione dell’obbligo di fedeltà.

Non solo: con questa sentenza viene imposto all’uomo l’obbligo di continuare a versare la quota di 600 euro mensili necessari per il mantenimento della donna.

In sostanza come espone l’avv. Rosa Di Caprio: “L’abbandono del tetto coniugale” (che anche rappresenta una violazione dei doveri coniugali che può causare l’addebito)  è stato quindi “giustificato” dai giudici alla luce della “violazione degli obblighi di fedeltà” da parte del marito che, da parte sua, si era sempre “limitato a minimizzare” la propria condotta.