Economia

Casalinghe, scattano gli accertamenti fiscali: attenzione ad auto e versamenti

di  Redazione  -  12 Aprile 2018

Novità redditometro per le casalinghe italiane. Attenzione all’accertamento fiscale anche per chi non ha un impiego e si occupa della casa e della famigli. In particolare le signore devono essere pronte a giustificare l’utilizzo di auto e versamenti su contanti.

Agli occhi del fisco questa categoria potrebbe far apparire una persona nullatenente e priva di reddito.

Il fisco non considera il ruolo morale di chi accudisce casa e figli..

Anche chi ha svolto le mansioni di casalinga senza mai percepire buste paga, assegni o stipendi di qualsiasi natura deve fare i conti con i controlli.

Spiega il portale Laleggepertutti: anche chi ha solo un conto corrente su cui si ha depositato un piccolo lascito ereditario e dove ogni tanto tuo marito versa del denaro per consentirti le spese quotidiane deve aspettarsi possibili contrlli.

Chi controlla l’Agenzia delle Entrate e sulla base di quali elementi fa le indagini? La risposta viene da una ordinanza di ieri della Cassazione.

Chi controlla il fisco?

La prima domanda da farsi è su quali soggetti si concentrano i controlli fiscali e le indagini dell’Agenzia delle Entrate? In questo bisogna dire che non esistono contribuenti di serie A e contribuenti di serie B: tutti sono uguali agli occhi della legge e anche del fisco. Sicché le indagini possono avvenire nei confronti di chiunque, anche disoccupati e casalinghe che non hanno alcun reddito da dichiarare. Peraltro, non è più come una volta in cui il dipendente dell’Agenzia, dotato di buona volontà, si mette a spulciare tra i registri pubblici alla ricerca dei beni intestati ai cittadini: questi dati vengono forniti in automatico da un algoritmo del computer, in grado di confrontare i redditi dei contribuenti con i beni a loro intestati. Una sorta di controlli incrociati. Questo sistema, che dà luogo a «accertamenti sintetici», viene chiamato redditometro. Il redditometro controlla tutti. Quindi anche una casalinga che, tutto d’un tratto, risulta titolare di un’auto di lusso o di un conto corrente sul quale vengono versate ingenti somme in contanti può essere oggetto di verifica fiscale. Le auto intestate risultano “trasparenti” grazie al Pubblico Registro Automobilistico (Pra) cui ha accesso l’Agenzia delle Entrate, mentre i versamenti sul conto appaiono, in automatico, sull’Anagrafe dei rapporti finanziari, un data-base controllato e gestito sempre dal fisco tramite la collaborazione delle banche. Ma non è tutto: l’Agenzia può effettuare accessi sulle banche dati delle pubbliche amministrazioni e sapere molte cose della vita di un contribuente. Tali informazioni contribuiscono a fare un ritratto personalizzato di ogni cittadino e consentono di sapere se questi evade o meno il fisco. 

La casalinga può essere un evasore fiscale?

Attenzione a questo passaggio: l’evasore fiscale non è solo chi non paga le tasse ma anche chi risulta intestatario di beni il cui acquisto non può essere giustificato all’Agenzia delle Entrate perché incompatibile con il proprio reddito. Come a dire che si è evasori anche per “assenza di prove contrarie”. La legge fa scattare una presunzione di avere dei soldi in “nero” dall’intestazione di beni di lusso come auto, case, polizze vita, ecc. Come ricorda la Suprema Corte, la disponibilità di beni di valore elevato costituisce una «presunzione di capacità contributiva».  Ecco quindi che, in tali condizioni, anche la casalinga può essere un evasore fiscale. E se quest’ultima dovesse sostenere che i soldi glieli ha dati il marito? Dovrebbe dimostrarlo. E non basterebbe solo il fatto che quest’ultimo ha un lavoro, è agiato o addirittura titolare di redditi elevati; bisogna, al contrario, fornire la prova dei singoli bonifici che dimostrano il passaggio di denaro dall’uno all’altro. Ecco perché il versamento di denaro in contanti di proprietà del marito sul conto della moglie, non lasciando tracce sulla provenienza dei soldi, non offre tale prova e si presta ad essere oggetto di verifica fiscale. Con tutte le conseguenze che ciò comporta: la somma viene tassata e, oltre alle imposte, saranno anche dovute le sanzioni.

Idem per l’auto: la semplice intestazione del veicolo, senza dimostrazione che si tratta di una donazione del coniuge, fa scattare una presunzione di evasione fiscale. E per fornire la prova contraria non bastano le testimonianze, ma servono i documenti come, appunto, gli estratti conto da cui risulta il passaggio del denaro necessario all’acquisto e alle spese di gestione. 

Stesso discorso può essere fatto anche se la moglie non è casalinga ma percepisce un piccolo reddito. Si pensi a una operatrice di call center che percepisce poche centinaia di euro: come potrebbe dimostrare che i beni di cui è titolare sono stati acquistati grazie a una busta paga così risicata? Ecco che, anche in questo caso, il redditometro non perdona.

E se la coppia si separa?

Spesso avviene che marito e moglie si separino ma solo per sfuggire ai creditori di uno dei due. Così i beni vengono intestati all’altro a titolo di mantenimento. Un atto del genere però è revocabile dal creditore stesso entro cinque anni (e non mancano sentenze in questo senso: leggi

Fonte: Laleggepertutti