Economia

Carte d’identità, vanno sostituite entro un anno. Il cambio gratuito per l’errore tecnico

di  Redazione  -  21 Maggio 2018

Le carte d’identità sono da cambiare. La sostituzione sarà gratuita, ma andrà effettuata entro un anno. La vicenda relativa ai nuovi documenti d’identità elettronici si infittisce.

Inizialmente il quotidiano Il Messaggero aveva annunciato l’errore nel microchip dei documenti di 350mila persone. Il Poligrafico dello Stato ha ammesso l’errore nel microchip, e compilerà una lista dei documenti difettati per consentirne comunque l’utilizzo dopo averlo smentito in un primo momento.

Un costo stimato di 50 milioni di euro per le casse del Tesoro, secondo alcune stime dei sindacati: dati non corretti, ribatte però il Poligrafico. I documenti sono quelli prodotti tra l’ottobre 2017 e il febbraio di quest’anno e inviati ai comuni. Queste carte – spiega Leggo – avevano un microchip non testato precedentemente, e i dati sono risultati illeggibili, col rischio dunque che le carte fossero rifiutate ad esempio alla frontiera in caso di espatrio.

Il presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro, aveva inviato una lettera a tutti i couni in cui denunciava il problema: per evitare che i comuni stessi – parte ovviamente lesa nella questione – finissero sotto accusa, l’Anci ha dunque chiesto un intervento al Poligrafico, che ha diffuso una nota nella quale assicura la sostituzione gratuita dei documenti difettati. Dati gli inevitabili tempi di attesa, chi ha la carta di identità col microchip non funzionante sarà inserito in una “white list”, che consentirà di non avere problemi anche, ad esempio, al momento di andare all’estero.

LA NOTA UFFICIALE DAL POLIGARFICO

«Il Poligrafico già a febbraio 2018 ha individuato la criticità risolta attraverso un’accurata analisi del processo di produzione (e non un audit), risolvendola in 24 ore ed ha predisposto un piano di sostituzione gratuita delle carte difettose nei prossimi 12 mesi ai cittadini che comunque manifestassero la volontà di sostituire la propria», si legge nel comunicato. «Infondata è anche la stima dei costi riportata nell’articolo» conclude la nota, che smentisce i costi da 50 milioni di euro.

«Queste carte mantengono inalterata la loro caratteristica di strumento sicuro di identificazione fisica e digitale come tutte le altre CIE, dal momento che assicurano la verifica di autenticità dei dati obbligatori normalmente letti durante i controlli (i dati personali, la foto, le impronte e la firma digitale del Ministero dell’Interno). Esistono alcuni dati secondari che pur essendo riportati correttamente sul fronte della carta, non sono correttamente riportati sul chip», si legge nel comunicato ufficiale dell’Istituto Poligrafico – Zecca dello Stato..

Al fine di evitare rischi di disagio per i cittadini, nel caso delle CIE valide per l’espatrio, il Poligrafico con tutte le Amministrazioni di riferimento, «ha avviato tutte le procedure previste a livello nazionale ed internazionale per la corretta gestione di questi documenti in caso di attraversamento di frontiere con la compilazione di white list di queste CIE, che potranno quindi continuare ad essere utilizzate» spiega Ipzs.