Italia

Migranti e debito pubblico, doppio monito europeo all’Italia

di  Redazione  -  15 Maggio 2018

La questione migranti e il debito pubblico sono problemi che pesano sul governo che ancora deve nascere. Un allarme su questi temi è stato lanciato da due commissari che intervengono in poche ore.

Prima il vicepresidente della Commissione Dombrovskis, poi il responsabile della Migrazione Avramopoulos. Entrambi – citati da Repubblica con Bloomberg – esprimono preoccupazione alla vigilia di un eventuale governo Lega- M5s.

Migranti e debito pubblico, doppio monito europeo all’Italia

A rilanciare la posizione dura di Bruxelles è stato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, intervistato da Politico e sollecitato proprio da una domanda sull’Italia.”E’ chiaro che l’approccio alla formazione del nuovo Governo e l’approccio rispetto alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico”, ha spiegato.

A distanza di poche ore, scatta un altro allarme. Stavolta sui migranti. “Speriamo” che col nuovo governo in Italia “non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria”, dice il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos. Avramopoulos è peraltro tornato a lodare l’Italia per quanto fatto, ricordando che il Paese è tra gli Stati che hanno il maggior sostegno da Bruxelles.
Dombrovskis ha sottolineato che la Commissione non intende “coinvolgersi” nella discussione sulla formazione del governo, ma è “pronta a lavorare con le autorità democraticamente elette degli Stati membri”. L’approccio dell’esecutivo comunitario non cambierà “indipendentemente da quale governo ci sarà”.

Il Financial Times dedica un editoriale alle trattative tra Lega e M5s:a

“I due partiti sono troppo russofili”, dice l’editoriale e “la Lega è a favore di deportazioni su larga scala di migranti illegali”. Ma è soprattutto l’economia che inquieta, su cui gravano “i dubbi più seri”, dal reddito di cittadinanza alla flat tax sino alla modifica della legge Fornero sulle pensioni. “Il costo di queste iniziative sarebbe decine di miliardi di euro”, ma per le coperture proposte dai due partiti che si vogliono ‘nuovi’, dalla lotta all’evasione fiscale a alla vendita di asset pubblici, “colpisce quanto vecchie siano la maggior parte di queste idee”. Già provate in passato, “non sono mai state che solo parzialmente efficaci”. Quindi “come risultato, un governo 5Stelle-Lega potrebbe ritrovarsi in conflitto con le ortodossie fiscali di altri governi Ue e della Commissione europea”.

Fonte: Repubblica