Politica

“Arrogante come un capo ma senza statura leader”
Cuperlo e Speranza all’attacco del segretario Pd

di  Antonio Menna  -  4 Aprile 2016

Tira aria di scontro finale tra la sinistra interna del Pd e Matteo Renzi. Gli interventi, oggi, nella direzione nazionale del partito di Gianni Cuperlo e Roberto Speranza non lasciano molti spazi a mediazioni ulteriori.

“Matteo – ha detto Cuperlo, rivolgendosi al premier – penso che tu sia profondamente onesto e appassionato per la politica. Ma non ti stai mostrando all’altezza del ruolo che ricopri, ti manca la statura del leader anche se coltivi l’arroganza del capo”.

“Hai chiesto il voto per fare il segretario – ha insistito Cuperlo – ma non lo stai facendo e spingi qualcuno a uscire. Ed io sento il peso di stare in un partito che sembra aver perso le proprie ragioni”. 

“La fragilità di una classe dirigente  – ha proseguito il candidato sconfitto alle primarie per la segreteria Pd – è nella concentrazione di potere nelle mani di pochi, qui colgo il germe di una malattia conseguenza del fatto che la comunità politica che hai ereditato sembra piegata alla disciplina di corrente e di potere e ha smesso di funzionare come partito”.

Cuperlo ha insistito poi su riforme e referendum: “Hai usato la riforma costituzionale come non si deve usare: hai detto che le opposizioni tentano di bloccarle ma a ottobre saranno spazzate via. E chi dovrebbe rimanere dopo? Pensi di dare una democrazia più solida? Così quando ci sarà un’altra maggioranza si sentirà autorizzata a cambiare la costituzione. Il referendum non è il tuo referendum, ma è un referendum per superare il bicameralismo. Più lo personalizzi più aumenti i motivi di dissenso anche dentro il tuo partito”.

“Sono sinceramente molto toccato e turbato dalle indagini degli ultimi giorni e lo dico anche da lucano – ha detto, invece, l’ex capogruppo Roberto Speranza -. Dentro a quelle indagini ci sono cose che mi fanno paura come uomo delle istituzioni e uomo della mia terra e non mi riferisco tanto e solo alla vicenda della telefonata, questione che pure è grave. Ma mi riferisco alla vicenda Eni, a pozzi che estraggono petrolio da molti anni e su cui oggi c’è un’ipotesi drammatica, cioè che dirigenti, funzionari, abbiano cambiato dei codici per trasformare liquidi che sono inquinanti in liquidi che inquinanti non sono. Se fosse vero saremmo di fronte a un disastro ambientale. Qualcosa su cui sentirsi male e non dormirci la notte. Penso che oggi tutti dobbiamo chiederci che cosa non funziona”.

“Il tema è come si decide – ha continuato Speranza -. Ha ragione Gianni Cuperlo. Vanno ripristinati i luoghi della scelta e della decisione. Sul referendum del 17 aprile il Pd sbaglia a dire astensione”.