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venerdì, 20 aprile 2018

Terremoto nello sport italiano. Uno scandalo che coinvolge tutto il movimento, travolgendo soprattutto giovani e giovanissimi.

Molti dei talenti più in erba del nostro ciclismo venivano dopati. Queste le accuse che hanno fatto al presidente di una società dilettantistica che avrebbe suggerito e consigliato a ragazzi anche in tenera età di migliorare le prestazioni sportive con aiutini irregolari.

Terremoto nello sport italiano

Lla Squadra Mobile di Lucca e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato stanno eseguendo numerosi arresti nei confronti della dirigenza di una delle maggiori squadre del ciclismo dilettantistico italiano.

Farmacista e presidenti coinvolti

Tra gli arrestati, oltre al proprietario del team e all’ex direttore sportivo, anche un farmacista, che riforniva la squadra di farmaci vietati dalla normativa sul doping in assenza di prescrizione medica.

Ragazzi spinti a “drogarsi”

Tra i farmaci che – secondo l’accusa – sarebbero stati consigliati, ci sono i più famosi sistemi dopanti. Epo in microdosi, ormoni per la crescita e antidolorifici a base oppiacea. Numerose le perquisizioni in corso, a Lucca e in altre province della Toscana. Ad essere perquisito anche lo studio legale di un avvocato del foro lucchese.

Morto un ragazzo giovanissimo

L’inchiesta e l’indagine sono partite dal caso di Linas Rumsas. Il talentuoso giovanissimo morto prematuramente, il 2 maggio scorso. Figlio d’arte di Raimondas, ex ciclista lituano di fama internazionale il ragazzo è scomparso prematuramente gettando dubbi sulla ipotesi (ancora da dimostrare) di uso di sostanze non lecite in ambito sportivo.