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giovedì, 16 agosto 2018

Repubblica attacca i 5 stelle e il Movimento chiede di pubblicare i documenti. Detto, fatto. Il quotidiano di Via Colombo mette online tutto. La vicenda è quella dei rimborsi all’Europarlamento e i fondi per la campagna elettorale.

Caso rimborsi 5 stelle: è botta e risposta tra il movimento e Repubblica

Il quotidiano aveva riportato che  capo della comunicazione del gruppo al Parlamento europeo, Cristina Belotti, sarebbe stata costretta a rimborsare i soldi di una missione pagata dalle casse Ue quando invece si trovava in Italia non per attività legate alle politiche europee, ma per la chiusura della campagna elettorale per le amministrative. Belotti inoltre – secondo Rep – avrebbe rinunciato al rimborso di altre missioni, sempre legate alla campagna elettorale (referendum costituzionale e amministrative) di Luigi Di Maio.

La prima replica grillina

“Non c’è stata nessuna irregolarità nelle missioni in Italia di Belotti, infatti Repubblica non mostra alcun documento in supporto a quanto sostiene. Se li ha li pubblichi, altrimenti chieda subito scusa”, era stata la difesa dell’ufficio stampa pentastellato a Strasburgo.

La risposta di Repubblica

Il Movimento nega che la vicenda abbia creato un problema all’interno dell’Efdd, la famiglia politica al Parlamento europeo formata appunto dai pentastellati e dallo Ukip. Eppure un carteggio conservato dall’amministrazione del gruppo dimostrerebbe il contrario. È il 9 novembre 2017, l’Efdd ha appena riscontrato irregolarità nelle missioni di Belotti, il riferimento della Casaleggio e di Di Maio all’Europarlamento, e una funzionaria del gruppo, Magali Trodet-Morrisens, le scrive una mail conservata nel dossier aperto dall’amministrazione.

L’Efdd sta verificando una trentina di missioni di Belotti  per un valore totale di circa 15mila euro (fatto negato dall’M5S) e nel carteggio in questione la funzionaria chiede spiegazioni su una trasferta a Messina del 14 ottobre 2017.

“Può essere rimborsata sulla base dei documenti che descrivono il soggetto e i compiti che hai svolto”. È solo uno degli esempi delle missioni contestate a Belotti dall’amministrazione. Evidentemente le spiegazioni della grillina non bastano a placare i dubbi dei funzionari europei, visto che il 15 dicembre 2017 (documento 3) è il segretario generale del gruppo, Aurelie Laloux, a scrivere a Belotti.

L’antefatto è la trasferta a Strasburgo di lunedì 11 dicembre, in occasione della plenaria mensile dell’Europarlamento. Belotti si era fatta segnare presente, ma i funzionari del gruppo avevano dubbi sulla sua effettiva presenza a Strasburgo, non avendola vista nei locali dell’Europarlamento e sospettando che Belotti si trovasse in Italia con Di Maio.

Scrive Laloux: “Cara Cristina, per quando riguarda il rimborso del tuo volo aereo di martedì ti devo informare che secondo le regole non possiamo pagare il viaggio a Bruxelles. Il punto principale è provare che lunedì e martedì hai lavorato all’Europarlamento”. La chiusa della mail dimostra la veridicità del documento numero 2, visto che il segretario generale afferma: “Stiamo esaminando altre tue missioni”.

La difesa 5 stelle, secondo Repubblica

Pietro Dettori, uno dei principali collaboratori di Beppe Grillo e Davide Casaleggio, scrive all’amministrazione per coprire alcune missioni sospette di Belotti a nome del vertice del Movimento.

“Nelle date dal 16 novembre al 20 novembre Cristina Belotti, in qualità di Responsabile della Comunicazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, ha partecipato ad incontri natura privata con la leadership che si compone di Davide Casaleggio, Beppe Grillo e il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio”.

La copertura vale anche per il futuro: “Nelle prossime settimane si terranno incontri settimanali che riguardano le attività europee della delegazione italiana così come le attività dei membri del Parlamento europeo in Italia. Non è possibile fornire un report degli incontri perché di natura privata”.

L’Europa non ci sta

Anche questo intervento, però, non basta a placare i dubbi dell’amministrazione del Parlamento europeo, che convoca per il 19 dicembre una riunione tra Laloux e Belotti alla quale prende parte anche l’Europarlamentare M5S Ignazio Corrao. È possibile ricostruire l’esito della riunione dai verbali custoditi dal gruppo Efdd (documento 5), che dimostrano come Belotti abbia accettato di cancellare la richiesta di rimborsi per missioni che non avevano a che fare con il suo incarico Ue.

Repubblica ricostruisce le accuse

Innanzitutto dal documento si evince il motivo della riunione: “Lo scopo del meeting è dare l’opportunità a Cristina di giustificare la sua presenza a Strasburgo (per la plenaria dell’11) dicembre, dare ulteriori spiegazioni sulle missioni e trovare una soluzione per Cristina”. Nella nota inviata oggi dall’M5S per smentire Repubblica, si afferma che nessuno ha chiesto le dimissioni di Belotti, ma il tono del verbale conferma quanto fonti concordanti dell’Efdd avevano spiegato a questo giornale, ovvero che per chiudere il caso ed evitare l’intervento del segretariato generale del Parlamento europeo (fatto che avrebbe scoperchiato la vicenda con danno politico per tutto l’Efdd) era stato chiesto un passo indietro a Belotti.

Il Verbale

Dal verbale risulta che Belotti prova a giustificare la sua assenza alla plenaria dell’11 dicembre a Strasburgo dicendo che era stata bloccata dal maltempo, ma poi accetta di cancellarla, ovvero rinuncia al rimborso e alla diaria, come correttamente riportato nell’articolo pubblicato oggi da Repubblica.

Stessa cosa avviene per altre due missioni: Roma e Milano del 25-26 ottobre (la trasferta è stata giudicata non attinente alle attività dell’Europarlamento e proprio in quei giorni c’era stato un comizio di Grillo) e Castelfranco del 21 gennaio (comizio di Di Maio). Infine accetta di ripagare una missione che le era già stata rimborsata, quella di Milano e Roma del 9-11 giugno, quando Belotti in realtà si trovava a Genova per la chiusura della campagna elettorale per le amministrative.

Repubblica pronta a tutto

Repubblica – si legge ancora dalle pagine del quotidiano – è pronta a produrre tutta la documentazione necessaria in sede giudiziaria se il Movimento darà seguito alla querela annunciata oggi nel comunicato del gruppo parlamentare di Strasburgo.

Fonte: Repubblica