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giovedì, 19 luglio 2018

«Siamo un partito di professionisti che ambisce a raccogliere il 6%», ha detto il segretario dell’ Udc Lorenzo Cesa alla presentazione del nuovo simbolo del quarto polo del centrodestra.

Ma l’attenzione di tutti è rivolta a chi siano questi «professionisti» schierati dalla lista «Noi con l’Italia».

Stando a quanto reso noto dal corriere della Sera tra i volti noti vi sarebbero anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito, la giornalista Paola Ferrari (moglie di Marco De Benedetti, figlio dell’ingegner Carlo De Benedetti e Massimo Ferrero il vulcanico presidente della Sampdoria.

Un partito che dunque pesccherebbe nell’ambiente sportivo

Ferrero

Il presidente Ferrero – che farebbe un passo dai blucerchiati alla scudocrociato grazie alla mediazione di Fitto che a Genova ha un radicamento con una sua lista- era presente alla conferenza stampa di «Noi con l’Italia» e si è limitato a manifestare la sua simpatia per Silvio Berlusconi: «Sono un italiano vero, io. Una candidatura? Chiedete agli amici che sono venuto a salutare». Il presidente della Lazio Claudio Lotito già nel 2014 aveva dichiarato: «In politica tutti mi chiedono di partecipare e io sono pronto a vestire il saio». Tornato alla ribalta dopo il ritrovamento degli adesivi con la figura di Anna Frank che indossa la maglietta della Lazio (”E famo ‘sta sceneggiata”, disse prima di una cerimonia in sinagoga), il patron della Lazio sposerebbe dunque lo scudocrociato. E forse spiegare questa scelta ai molti tifosi laziali che guardano con simpatia, orgoglio e nostalgia alla destra anche estrema.

Paola Ferrari

Paola Ferrari – che ha condotto programmi di punta come la Domenica sportiva e 90° minuto – risolverebbe invece un grave problema che incombe su “Noi con l’Italia”. Il partito di Cesa e di Fitto – il cui seme fondativo è stato piantato dal liberale Enrico Costa con la benedizione di Berlusconi e Niccolò Ghedini – marcia a trazione totalmente maschile. E quello della conduttrice tv sarebbe, almeno per ora, l’unica figura femminile spendibile il 4 marzo. Magari in un collegio uninominale.