9 agosto 16:12  |  ITALIA

Siamo tutti “Ladri di mare” e, senza saperlo, ogni estate commettiamo alcune infrazioni che in alcuni casi sfociano addirittura nel reato. Si tratta di comportamenti ingenui, talvolta banali, che pure sono vietatissimi sulle nostre spiagge anche se spesso sono commessi davanti a tutti, alla luce del giorno.

Il quotidiano Huffinghtonpost ha schematizzato quattro dei divieti “marini” più comuni e perpetuati nel corso della bella stagione da ignari (o fintamente inconsapevoli) turisti e bagnanti:

• Sulle spiagge e gli altri litorali è vietato per legge prelevare sabbia, ciottoli ma anche conchiglie, alghe e altri organismi marini. Insegnate ai vostri bambini a ributtare a mare tutto quello che trovano. È un piccolo gesto che insegna il rispetto della natura.

• È vietata qualunque forma di prelievo di acqua di mare e sale marino (è fatta salva l’acqua marina che viene prelevata e reimmessa in mare).

• Nei mesi di fermo biologico – generalmente da maggio a giugno compresi, ma in alcune regioni fino a settembre – è vietato raccogliere ricci e alcuni molluschi come le telline. Nei periodi in cui la raccolta è consentita bisogna rispettare regole stringenti, come quella di non raccogliere più di 50 ricci a testa.

• Alcuni animali e piante dei nostri litorali e dei nostri fondali sono protetti per legge: questo vale per i Gigli di sabbia, la Pinna nobilis (la cosiddetta nacchera di mare), la Patella ferruginea, i datteri di mare e molte altre specie. Non sapendo riconoscere alcune di queste e non volendo rischiare gravi sanzioni il comportamento da adottare è quello di fotografare, annusare, studiare, ma lasciare rigorosamente sul posto tutto quello che troviamo.

Esistono poi veri e propri professionisti del settore che compiono queste irregolarità con malizia e su larga scala, ma anche commettere ingenuamente una di queste violazioni può creare danni al nostro patrimonio naturalistico.

Fonte: Huffingtonpost