12 settembre 10:58  |  ITALIA

“Non seguo più le vicende giudiziarie. Non cambierebbe niente: non riavrei mia figlia”. Fulvio Gambirasio, padre di Yara, la 13enne di Brembate per il cui omicidio è stato condannato Massimo Giuseppe Bossetti, sorprende con questa dichiarazione che mostra il grande dolore e la profonda dignità della famiglia.

Gambirasio ha partecipato con la moglie Maura alla presentazione del torneo di calcio promosso dall’associazione “La passione di Yara”voluta per sostenere i bambini nei loro percorsi e nelle passioni sportive, artistiche e culturali.

“Abbiano fatto un grande lavoro di comunicazione. Quando sappiamo di una certa situazione, ci presentiamo, con leggerezza. Diciamo, semplicemente: Siamo qui. Facciamo due chiacchiere con il ragazzo. Senza i genitori perché non ci deve essere condizionamento. Cerchiamo di cogliere il livello di passione. Così, abbiamo scoperto un mondo”.

“È qualcosa che ci fa stare bene. La nostra non è una missione. Sono credente. È la Provvidenza che sta lavorando in questo senso. Ci aiuta. Altrimenti, non riesco a immaginare come avremmo trascorso questi ultimi tre anni” ha spiegato l’uomo al quotidiano Il Giorno. “In questo momento il messaggio che vogliamo mandare, ai nostri figli per primi, e a tutti i ragazzi, è quello che la vita va avanti. E lo stesso fanno i genitori che collaborano con noi – ha aggiunto l’uomo facendo riferimento al processo che vede come protagonista il presunto assassino di sua figlia – Collaboriamo anche con il Sinodo dei Giovani. Collaboriamo per portare avanti il livello di cultura dei giovani e vedere cosa riusciranno a fare in futuro. La legge è la legge. Segue il suo percorso. Noi seguiamo il nostro”.