1 agosto 12:00  |  ECONOMIA

Se il condomino non paga le quote da oltre sei mesi l’amministratore può essere autorizzato dal tribunale a sospendergli la fruizione delle utenze come acqua e gas.

La novità, introdotta con la riforma del 2012, consente all’amministratore di sospendere l’utilizzo dei servizi condominiali «suscettibili di godimento separato».

Nessun dubbio – spiega il portale Laleggepertutti – che la norma si riferisca a servizi come, ad esempio, il parcheggio comune delimitato da una sbarra, i giardini, i campi da tennis o la piscina; molte perplessità invece sono state sollevate con riferimento alla possibilità di bloccare acqua e riscaldamento al condomino moroso, trattandosi di servizi essenziali allo stesso sostentamento.

Cosa dicono i giudici

Alcuni giudici hanno riconosciuto questa sorta di «autotutela» in capo al condominio, altri invece l’hanno sanzionata tutte le volte in cui contrasta con le esigenze fondamentali di vita del proprietario, come appunto quella di avere un domicilio riscaldato e con i servizi essenziali come l’acqua. Di recente, però, una ordinanza del Tribunale di Torino [1] ha fornito una soluzione al problema per superare il problema di eventuali responsabilità dell’amministratore e del condominio nei confronti di chi, pur non pagando le quote ordinarie e straordinarie, ha comunque diritto a un’esistenza dignitosa. Ma procediamo con ordine e vediamo quindi come bloccare acqua e riscaldamento al condomino moroso. Per evitare responsabilità l’amministratore può sempre farsi autorizzare prima dal tribunale

Cosa dice la legge

Il codice civile  attribuisce all’amministratore il potere di sospendere il condomino moroso dall’utilizzo dei servizi condominiali suscettibili di godimento separato; ciò a condizione che il ritardo nel pagamento dei contributi sia superiore a sei mesi. Di quali «servizi» parla la norma? Il testo del codice non lo dice. Si potrebbe pensare al campo da tennis, di calcio o alla piscina; ma sono pochi i condomini che ne sono dotati. Si può allora estendere il discorso al parcheggio comune, ma andrebbe delimitato con una sbarra, di modo da consegnare il telecomando solo a chi paga le spese condominiali. Una soluzione tecnicamente convivente sarebbe quella di installare, nell’ascensore, un sistema di riconoscimento di tessere magnetiche, che l’amministratore consegnerebbe solo a chi è in regola con il pagamento; così, chi è moroso, è costretto a fare i piani a piedi. C’è poi il dibattuto problema delle utenze: luce, acqua e gas laddove però ci sia un impianto comune condominiale (tipico è quello del riscaldamento). Fermo restando che anche una soluzione del genere non impedirebbe al moroso di dotarsi di un impianto autonomo e aggirare così il problema (non sarebbe possibile, ovviamente, interrompere l’utilizzo dell’utenza intestata al proprietario dell’appartamento), tale soluzione ha comunque trovato più volte l’opposizione della magistratura. Ciò perché, a detta di alcuni, si tratterebbe di una violazione del diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione, diritto di rango superiore a quello economico del condominio e, quindi, tutelabile a dispetto di quest’ultimo. Il rischio è quello che il condomino moroso, a cui sia stato sospeso l’uso delle utenze, si rivolga contro l’amministratore e il condominio e chieda anche il risarcimento. Insomma, oltre al danno anche la beffa.

La soluzione

Ma allora esiste un modo per sospendere l’uso di acqua e riscaldamento nei confronti di chi non paga il condominio? A detta del Tribunale di Treviso sì: prima di agire, l’amministratore deve farsi autorizzare dal giudice. Si tratta di un giudizio «abbreviato» [3] che può essere deciso con la semplice prova documentale del mancato versamento delle quote condominiali da oltre sei mesi. L’amministratore depositerà i verbali di approvazione del bilancio e le diffide inoltrate al condomino moroso. Il tribunale, a questo punto, valutato l’inadempimento del condomino moroso, autorizza l’amministratore a interrompere la fornitura di acqua e gas, bloccando i tubi di derivazione dalle condutture condominiali a quelle individuali.

Il ricorso preventivo

È quindi ammissibile il ricorso preventivo al tribunale per ottenere l’autorizzazione alla sospensione dei servizi nei confronti del condominio moroso nei pagamenti per oltre un semestre. La giurisprudenza è del resto concorde nel ritenere che «va accolta la domanda promossa dal condominio (col procedimento sommario), e tesa ad ottenere l’autorizzazione a sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni di riscaldamento ed acqua».

Fonte: Laleggepertutti