3 ottobre 10:30  |  POLITICA
Cambia la Tv italiana. E cambia per “legge”. Con la firma del il decretoche riforma le norme in materia di promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi.

Come cambia la Tv italiana

Almeno il 55% di film e fiction in tv dovranno essere di produzione europea, e tra queste almeno la metà (per la Rai) e almeno un terzo (per le altre emittenti) dovranno essere Made in Italy’. Nel prime time in particolare sono fissate quote minime variabili per produzioni italiane. Vengono anche fissate delle quote minime di investimento da parte delle aziende televisive su lavori italiani.
E’ prevista una moratoria del 2018 per consentire ai fornitori di servizi media il progressivo adeguamento alla nuova disciplina. Sarà l’Agcom a verificare il rispetto degli obblighi e a comminare le sanzioni, che il decreto aumenta sensibilmente (fino a un massimo di 5 milioni di euro o il 2 per cento del fatturato).

Tutte le novità

A spiegare i  principali cambiamenti è il sito di Rainews che descrive il conrtenuto del decreto:
1) è definita una quota minima per tutte le opere europee pari al 55% per tutti gli operatori per il 2019 (quota elevata al 60% a partire dal 2020).
2) a decorrere dal 2019, è introdotta una sotto quota riservata alle opere italiane, di qualsiasi genere, pari: per la Rai, ad almeno la metà della quota prevista per le opere europee; per le altri emittenti, ad almeno un terzo della quota prevista per le opere europee.
3) il rispetto delle percentuali si riferisce all’intera giornata di programmazione;
4) nel Primetime (fascia oraria 18-23) una quota del tempo settimanale di diffusione deve essere riservata a film, fiction, documentari e cartoni italiani: 12% per la Rai, 6% per gli altri fornitori. Si tratta di 1 film o fiction o documentario o animazione italiani a settimana.
Per la RAI l’obbligo è di 2 opere italiane a settimana, di cui una cinematografica.

Per chi “Non è la Rai”:

1) è confermata la base degli introiti netti annui per il calcolo degli investimenti richiesti;
2) la quota di investimento riservata all’acquisto o al pre-acquisto o alla produzione di opere europee è pari ad almeno il 10%. (Quota elevata al 12,5 % dal gennaio 2019 e al 15% dal 2020). Per il 2018 la quota è riferita interamente a opere prodotte da produttori indipendenti. Mentre per il 2019 e dal 2020, a queste ultime opere sono riservati i cinque sesti delle quote previste;
3) all’interno della quota complessiva prevista per le opere europee, il decreto riserva direttamente alle opere cinematografiche italiane la quota minima del 3,5% degli introiti netti annui. Tale percentuale è innalzata al 4% per il 2019 e al 4,5 % a decorrere dal 2020. Oggi e’ il 3,2%.

Per quanto riguarda la RAI:

1) è confermata la base, per il calcolo degli investimenti richiesti, dei ricavi complessivi annui derivanti dal canone, nonchè dei ricavi pubblicitari connessi alla stessa (al netto degli introiti derivanti da convenzioni con la pubblica amministrazione e dalla vendita di beni e servizi);
2) la quota di riserva al pre-acquisto o all’acquisto o alla produzione di opere europee è pari ad almeno il 15% dei ricavi complessivi annui. Tale quota è elevata al 18,5% dal gennaio 2019 e al 20% dal 2020. Per il 2018 la quota è riferita interamente a opere prodotte da produttori indipendenti, mentre per il 2019 e dal 2020, a queste ultime opere sono riservati i cinque sesti delle quote previste.
3) all’interno della quota complessiva prevista per le opere europee, il decreto riserva direttamente alle opere cinematografiche italiane, la quota minima del 4% dei ricavi complessivi netti. Tale percentuale e’ innalzata al 4,5% per il 2019 e al 5 % a decorrere dal 2020. Oggi è il 3,6%. NOVITA’ CANONE RAI – ABBIAMO PAGATO DI PIU’ ECCO IL RIMBORSO