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mercoledì, 26 settembre 2018

E’ allerta per un pericolo che arriva dall’alto. I giorni di neve e ghiaccio sono finiti (in buona parte d’Italia), ma i rischi non sembrano essere del tutto terminati.

I pericoli dall’alto

I pericoli più grandi adesso arrivano dall’alto, spiega il Corriere della Sera. Dalle lastre che rischiano di staccarsi da tetti e cornicioni. Mercoledì infatti i vigili del fuoco sono stati impegnati in diversi interventi a Roma.

Uuno in via dei Prati Fiscali, dove un grosso blocco di ghiaccio si stava staccando dal quinto piano di un palazzo; un altro a piazzale Prenestino, dove alcune stalattiti stavano cadendo dalla Tangenziale.

Nella Capitale (ma anche in altre città italiane) resta poi il problema della formazione di ghiaccio sulle strade.

Problemi nelle scuole

In alcune scuole ci sono stati problemi con i termosifoni. «Nel complesso le situazioni critiche risultano molto contenute – sostengono dal Campidoglio riportati dal Corriere.it -. Sui circa 1.000 impianti di riscaldamento scolastico, sono stati segnalati 15 malfunzionamenti, pari al 1,5%, dovuti al congelamento delle tubature. Le segnalazioni sono state prese immediatamente in carico con alcuni interventi.

Smentite dal Comune alcune fake news in Rete sulla possibile ulteriore chiusura delle scuole giovedì.

Trasporti

Anche il servizio di trasporto pubblico ha viaggiato più fluidamente, rispetto ai giorni passati. I bus Atac sono tornati a «a pieno regime – aggiungono ancora dal Campidoglio -. Hanno funzionato regolarmente 424 delle 430 linee di trasporto scolastico comunale: 6 linee, pari al 1,3%, hanno subìto ritardi a causa dell’intenso traffico».

Emergenza non è finita

Eppure, non ancora finita l’emergenza, compare di nuovo lo spettro dell’allerta neve, come da bollettino meteo emanato dalla protezione civile. Da mercoledì sera e per le successive 12 ore sono infatti previste sul Lazio «deboli precipitazioni, nevose fino a quota di pianura e con possibile formazione di ghiaccio al suolo». Alla luce del bollettino, Rfi ha fatto sapere che «il piano di emergenza comporterà una riduzione dell’offerta ordinaria», tra le altre regioni, anche nel Lazio.

Fonte: Corriere.it