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martedì, 23 ottobre 2018

Ticket sì, ticket no. In molti casi non va pagato, ma gli italiani non lo sanno. Sono tantissime le prestazioni per donne, uomini e bambini italiani, che non prevedono alcun pagamento, nemmeno del ticket minimo,

Questo è per esempio il caso di vaccinazioni obbligatorie,di esami utili per la diagnosi precoce o donazioni di sangue.

Non c’è ticket ad esempio per la diagnosi precoce di alcuni tipi di tumori che rientrano nelle campagne di screening svolte dalle Asl. Ma le esenzioni sono molte e tante non sono note. Il portale Today le ha riassunte in un articolo

Esempi di esenzioni

– mammografia, ogni due anni, a favore delle donne in età compresa tra 45 e 69 anni; qualora l’esame mammografico lo richieda sono eseguite gratuitamente anche le prestazioni di secondo livello;
– esame citologico cervico-vaginale (PAP Test), ogni tre anni, a favore delle donne in età compresa tra 25 e 65 anni;
– colonscopia, ogni cinque anni, a favore della popolazione di età superiore a 45 anni.

Sono gratuiti anche gli accertamenti per la gravidanza e i test Hiv. È importante sottolineare che nei casi elencati in alto, tutti i cittadini hanno diritto all’esenzione dal ticket, indipendentemente dal reddito.

Quando il ticket va pagato

Il ticket andrà invece pagato per le cure termali, per le prestazioni di Pronto Soccorso di codice bianco e per le prestazioni specialistiche.
Insomma, la ratio della normativa è quella di rendere gratis quelle prestazioni sanitarie davvero indispensabili per la nostra salute, nonché per quella degli altri (vedi l’esenzione per le vaccinazioni).

Soggetti esclusi dal pagamento: donne, uomini e bambini

Ci sono poi alcuni soggetti che per ragioni economiche o perché afflitti da particolari patologie, che hanno diritto all’esenzione dal ticket. Nel dettaglio, sono esentati dal ticket per ragioni economiche:
– i disoccupati
– i titolari di pensione minima con più di 60 anni, o i familiari a carico appartenenti ad una famiglia con reddito complessivo inferiore agli 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico
– cittadini di età inferiore a 6 anni e superiori a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro.

L’esenzione deve essere richiesta al medico di famiglia o al pediatra, i quali dovranno verificare se il richiedente ha diritto a beneficiare di prestazioni sanitarie gratuite.

I casi di esenzione per malattia

È esentato dal ticket sanitario anche chi è affetto da malattie rare, ovvero patologie gravi, invalidanti e spesso prive di terapie specifiche, che presentano una bassa prevalenza, inferiore al limite stabilito a livello europeo di 5 casi su 10.000 abitanti.
La domanda in questi casi deve essere fatta all’Asl di residenza, esibendo un certificato medico che attesti la presenza della patologia per cui si richiede l’esenzione.

Una recente sentenza del Tribunale di Roma, ha inoltre stabilito che non solo i disoccupati, ma anche rientra nella categoria degli “inoccupati” (ovvero non ha mai svolto attività lavorative), può ottenere l’esenzione dal ticket su medicine e analisi.

Fonte: Today