ECONOMIA

il  9 ottobre 11:31

Sistema Sanitario, arriva il “Superticket”, cambia tutto per l’assistenza pubblica

 Novità in vista sul fronte del Sistema Sanitario Nazional. La maggioranza, come riporta l’Ansa, chiede risposte al governo a partire dalla risoluzione sulla nota di aggiornamento al Def per risolvere il problema dei costi e riorganizzare il tutto. L’ipotesi più accreditata è prevista per il triennio 2018-2020, con “un complesso di interventi in materia sanitaria” compreso un incremento delle risorse in conto capitale per gli investimenti in sanità.

Sistema Sanitario, arriva il “Superticket”, cambia tutto per l’assistenza pubblica

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiarisce che il Governo è al lavoro «ormai da più di un anno ad una ridefinizione del superticket in Italia in modo più equo». Sarà difficile eliminarlo perché costerebbe fino a 1 miliardo di euro. La soluzione sarebbe quella di ritoccarne i criteri di applicazione. In ogni caso non si tratterebbe solo di rivedere il superticket ma lo stesso meccanismo della compartecipazione alla spesa. Secondo princìpi di equità, solidarietà e universalismo senza ridurre il gettito finanziario di quasi 3 miliardi l’anno, di cui le regioni non potrebbero fare a meno.

Che cos’è il superticket? 10 euro a ricetta

Il superticket è un tributo, introdotto nel 2007 dal governo Prodi ma rimasto inapplicato fino al 2011. Esso prevede il pagamento di 10 euro di ticket su ogni ricetta per le prestazioni di diagnostica e specialistica. Ciascuna regione può decidere se e come applicarlo. Tant’è che alcune regioni hanno deciso di modularlo in base al reddito o al tipo di servizio, mentre altre, come la Valle d’Aosta hanno scelto di non adottarlo. Anche in Sardegna non si paga così come nella provincia di Trento e Bolzano e in Basilicata. Il superticket invece si applica nel Lazio, nel Friuli Venezia Giulia, in Liguria, Marche, Molise, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Calabria. In particolare, in Campania, Piemonte e Lombardia il superticket viene applicato in maniera progressiva. Funzionerebbe all’aumentare del valore della ricetta mentre viene modulato in base al reddito in Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.

I soggetti esenti dal superticket

Non devono pagare il superticket – spiega StudioCataldi – bambini ed anziani con redditi familiari sotto i 36.150 euro annui, disoccupati, pensionati sociali e pensionati al minimo e i loro familiari a carico, con basso reddito, malati cronici e cittadini affetti da malattie rare in possesso dell’attestato dell’Asl, invalidi civili, di guerra, per lavoro e servizio.

Superticket da sostituire con un altro balzello?

Su questo fronte è impegnata Cittadinanzattiva. Partita la raccolta di firme (sono già oltre quarantamila) per chiedere l’abolizione del superticket. Accedere a risorse sostitutive del superticket è il vero problema. Dai numeri rilevati, servirebbero 834 milioni di euro, poca cosa rispetto agli 8 miliardi e mezzo per il fondo sanitario ai quali Governo e Regioni hanno rinunciato per gli anni 2017-2018.

In fase embrionale c’è anche un’ipotesi paradossale, L’introduzione di un nuovo ticket riservato a chi va a farsi curare al pronto soccorso e risulta in triage con codice verde, ovvero le urgenze minori che non interessano le funzioni vitali ma devono essere curate.