ECONOMIA

il  13 novembre 11:06

Sigarette, arriva l’aumento, stangata fino a 2 euro a pacchetto

Nuovi aumenti sulle sigarette. E sono una vera e propria stangata quelli in arrivo per gli italiani. Si parla di 70 centesimi in più per ogni pacchetto. Stando a quanto si evince da due emendamenti al decreto fiscale e alla legge di Bilancio l’impennata dei prezzi potrebbe essere variabile in base al tipo di sigaretta e, ovviamente, alla marca.

Sigarette, arriva l’aumento

Batosta particolarmente salata dovrebbe essere quella per chi fuma tipi attualmente più economici che potrebbero subire i rincari maggiori.

La modifica del regolamento sul monopolio, è stata proposta dalla leader del gruppo Alternativa Popolare Laura Bianconi insieme al senatore Marcello Gualdani.

L’emendamento è stato inserito per rispondere alle esigenze finanziarie del ministero dell’Economia. Certo questo contribuirà a far dissuadere i fumatori dall’acquisto di molti pacchetti, ma pare chiaro che le esigenze di nuovi introiti siano alla base della decisione e della proposta.

L’aumento del prezzo delle sigarette – si legge su ottopagine.it – non viene esplicitato in maniera diretta. La modifica, di fatto, riguarda un generico adeguamento tecnico alle disposizioni in materia del tabacco lavorato. In parole povere si tratta di un aumento delle accise sulle sigarette di bassa fascia, quelle più economiche per intenderci.

Aumenti fino a 2 euro a pacchetto

Facendo i conti, il giornale Ottopagine è arrivato a stimare  l’aumento  fino a due euro entro un progressivo arco temporale di due anni. E la riflessione di fondo è che qualora si procedesse i pacchetti di sigarette di fascia bassa costerebbero, nel concreto, quanto quelli di fascia alta.

Potrebbe verificarsi il caso che chi decidesse di non smettere di fumare potrebbe essere incline a scegliere i prodotti di marchio più famoso, vista la quasi partià di costo.

Insomma, ad essere penalizzati non sarebbero solo i fumatori ma anche i produttori minori di tabacco. Si tratta di un gioco di percentuali, per legare l’onere fiscale minimo alla tassa dei prodotti venduti a un prezzo medio ponderato. Accentuando così il carattere “regressivo” della tassa sui tabacchi, che già di suo penalizza le fasce basse, fino al punto che a breve non ci saranno più differenze di costi tra i vari marchi.