ECONOMIA

il  10 novembre 16:59

Madre casalinga? Niente riposi giornalieri per il padre

Donne casalinghe e madri di famiglia?  Per il Consiglio di Stato non è una cosa buona. O, più precisamente,  lo scopo della presenza domestica per il figlio di almeno uno dei genitori è ab initio soddisfatto quando uno dei due svolga attività di cura della casa.  Tutto ciò significa che il padre della famiglia con una moglie o compagna casalinga non ha diritto a riposi giornalieri.

Eccezione

L’unica eccezione è rappresentata dall’impossibilità della donna di dedicarsi al piccolo per ragioni specifiche, concrete, attuali e ben documentate. Questa la novitò nella sentenza del Consiglio di Stato numero 4993/2017, che ha preso una posizione netta e decisa sul punto, superando il precedente contrasto interpretativo. A raccontarne gli effetti è il portale Studiocataldi

La vicenda

La vicenda alla base della pronuncia riguardava la storia di un poliziotto che si era rivolto alla giustizia amministrativa dopo essersi visto negare i periodi di riposodi cui all’articolo 40, lettera c), del decreto legislativo numero 151/2001 in ragione del fatto che la sua compagna era una casalinga.

Chiamato a decidere sulla sua vicenda, il Consiglio di Stato ha dapprima ribadito che, nonostante un precedente orientamento di segno contrario avesse escluso le predette misure di sostegno alla genitorialità per militari e poliziotti in ragione del “particolare status rivestito e agli speciali compiti istituzionali svolti”, oggi deve ritenersi i riposi giornalieri spettino astrattamente anche a tali soggetti “con i limiti ed i vincoli rivenienti dalle specificità ordinamentali, operative ed organizzative”.

Nessun autonomo diritto per il padre

Ma cosa accade se la madre non è una lavoratrice dipendente?

I giudici hanno dato conto che sul punto sussistono orientamenti contrastanti.

Per alcuni, l’attività di casalinga è un’attività non retribuita svolta a favore della propria famiglia che distoglie la donna dalla cura della prole, con la conseguenza che il congedo di maternità del quale la stessa non può godere in quanto non è una dipendente spetta al padre nell’interesse supremo del minore.

 Fonte: StudioCataldi