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lunedì, 16 luglio 2018

Un vero e proprio scandalo al cimitero. Protagonista un operatore necroforo cinquantenne di Faenza. L’accusa per lui è di aver derubato i defunti. 

L’uomo – secondo gli investigatori – si sarebbe impossessato di oggetti preziosi lasciati sui defunti all’interno delle bare, tra cui anelli e denti d’oro.

L’uomo – nella ricostruzione del sito Today – avrebbe poi rivenduto il bottino in alcuni compro oro della zona.

Scandalo al cimitero

Nel suo armadietto sarebbero stati rinvenuti una decina di denti d’oro e altri oggetti, sui quali sono in corso accertamenti per verificarne la natura.

Un dettaglio inquietante. I denti presentavano bruciature tipiche del processo di cremazione. Questo ha allertato le forze dell’ordine, che avevano iniziato le indagini dopo una segnalazione.

I militari hanno eseguito anche una perquisizione in casa dell’uomo, alla periferia di Faenza, dove oltre a numerosi mobili e oggetti sui quali si stanno effettuando controlli e accertamenti sarebbero stati trovati anche manufatti cimiteriali – ceramiche con motivi religiosi, crocifissi, ornamenti di feretri, maniglie delle bare, fioriere di ceramica faentina – di cui l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza.

Carabinieri tra le tombe

L’intera abitazione è stata quindi sequestrata a scopo probatorio, per verificare la provenienza del materiale. Sono stati inoltre sequestrati anche i due compro oro dove l’uomo si sarebbe rivolto per rivendere gli oggetti sottratti ai cadaveri: nei registri delle attività risulterebbero rivendite del 50enne a partire dal 2014, quindi un’attività durata oltre quattro anni, solitamente consegnando circa 10-15 grammi d’oro per volta e intascandosi così diverse centinaia di euro a ogni rivendita.

L’accusa sull’operatore necroforo

Il necroforo è stato arrestato in flagranza di reato e deve rispondere di peculato e distruzione, sottrazione o soppressione di cadavere o parte di cadavere (reato punibile con la reclusione dai 2 ai 7 anni). Entro mercoledì verrà chiesta la convalida dell’arresto e l’emissione di una misura cautelare adeguata. Le forze dell’ordine, inoltre, verificheranno se sull’uomo siano mai stati eseguiti controlli dai dirigenti dell’attività di cremazione dei cadaveri, visto il lungo periodo in cui il 50enne avrebbe svolto l’attività criminosa.

Fonte: Today