3 aprile 18:13  |  TECNOLOGIA

Nessun rinvio della fine dei sovraccosti per il roaming, anzi c’è il rischio di “sanzioni” per gli operatori non pronti al 15 giugno, quando, come ha stabilito l’Unione Europea tutti i cittadini potranno viaggiare senza tariffe roaming.

A riportarlo l’Ansa che, attraverso le dichiarazioni di Roberto Viola, direttore generale della Dg Connect della commissione Ue, ha scongiurato il “pericolo” paventato di un rinvio di un anno dell’addio al roaming, ricordando come la possibilità di chiedere 12 mesi di deroga riguarda solo quegli operatori che avessero perdite complessive superiori al 3%, ma in Italia è «molto poco probabile» che sia il caso per i medio-grandi come Tim, Vodafone o Wind, come afferma Roberto Viola, direttore generale della Dg Connect della Commissione Ue.
Una deroga per gli operatori che avessero dalla fine dei sovraccosti del roaming perdite al fatturato complessivo di almeno il 3% peraltro, spiega Viola, «era già prevista dal regolamento adottato il 15 dicembre» da Bruxelles, e le linee guida del Berec – che non sono legalmente vincolanti – spiegano semplicemente come attuare in concreto le norme già stabilite dalla Commissione Ue». Nel nostro Paese toccherà ad Agcom, ma «dai dati in nostro possesso è poco probabile che gli operatori italiani medio-grandi si trovino in questa situazione», in quanto «in Italia il traffico è molto bilanciato» dato che in media gli italiani viaggiano poco, appena 2,2 giorni l’anno e anche tra chi viaggia, il numero medio di giorni passati all’estero è di 8, ha aggiunto il direttore generale della Commissione Ue.
Dunque «l’impatto complessivo sugli operatori è bassissimo», ha sottolineato, ricordando che quelli più a rischio sono al contrario gli operatori dei Paesi del Nord Europa.
Secondo le previsioni, le tariffe all’ingrosso saranno il 90% più basse delle attuali, consentendo agli operatori di offrire il roaming ai loro clienti senza aumentare i costi delle telefonate nazionali.
Non è prevista in alcun caso la deroga agli operatori impreparati ad eliminare i sovraccosti da metà giugno, anzi per il direttore generale «qualsiasi operatore che lo facesse potrebbe incorrre in sanzioni – perché – non si può chiedere una deroga se non si è pronti, questo non è possibile».

(www.StudioCataldi.it)