ECONOMIA

il  30 ottobre 11:42

Risparmi e banche: pignoramento più facile con la nuova legge

Nuova legge sui risparmi degli italiani. E sembra mettere a rischio quanto messo da parte dai nstri concittadini. Ma andiamo con ordine.

Il Governo ha inserito nella legge di Bilancio una norma che faciliterebbe i pignoramenti sul conto. La stessa nor,ma depennata dalle prime bozze esce dalla porta e rientra dalla finestra. La sostanza è che sarà più facile per le banche vincolare le somme pignorate sui conti corrente del debitore su cui siano accreditati stipendi, pensioni o assegni di licenziamento.

Le modifiche al codice di procedura civile, prevedono che, quando l’ accredito delle somme dovute a titoli di stipendio o altro ha luogo prima della data del pignoramento, può essere pignorato il saldo del conto corrente per l’ importo eccedente il triplo dell’ assegno sociale. La norma, viene spiegato, punta a risolvere eventuali contenziosi tra le banche e i clienti semplificando le procedure. In altre parole, si abolisce il divieto del creditore di pignorare non già i beni attualmente nella disponibilità del debitore, ma quelli che ancora non si trovano in suo possesso.

Le proteste

“Non bastava concedere ad Equitalia la possibilità di ficcare il naso nei nostri conti correnti.  Così attacca il quotidiano Libero. Dopo aver regalato alle banche la possibilità di prelevare i soldi dopo qualche rata non pagata di mutuo, senza passare dal giudice”. insiste il quotidiano.

Il testo della legge

«Nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, di somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonchè a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza – si legge nel testo della legge di bilancio – il saldo del conto può essere pignorato per l’ importo eccedente il triplo dell’ assegno sociale; in caso di conti cointestati, il saldo si intende pro quota dei singoli cointestatari ed il limite di impignorabilità si applica anche nel caso in cui i predetti accrediti riguardino cointestatari non esecutati».