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sabato, 20 ottobre 2018

Un trucco per andare prima in pensione. Una scappatoia (offerta dalla legge stessa) che permetterebbe di usufruire di un addio anticipato rispetto a quanto previsto dal proprio posto di lavoro.

Il governo ha messo sul tavolo del confronto con i sindacati la sua proposta da 300 milioni di euro, confermando che sarà recepita da un emendamento alla Legge di Bilancio.

La novità più rilevante riguarda il futuro. L’aumento di 5 mesi previsto per il 2019 è dato per acquisito.

In linea teorica è salvo l’impianto generale del meccanismo che lega una progressione dell’età pensionabile all’aumento delle aspettative di vita. L’età pensionabile continuerà cambiare.

Pensioni, il trucco per anticipare l’addio al lavoro

Ma – ed è questa la novità proposta dal quotidiano Il Giornale – potrà anche diminuire. Il documento del governo prevede «l’assorbimento di un’eventuale riduzione della speranza di vita relativa al biennio di riferimento, da portare in riduzione dell’adeguamento successivo».

In altre parole, se la speranza di vita arretrerà, come è successo recentemente, l’età pensionabile potrebbe diminuire o restare ferma per un biennio. Comunque non potrà aumentare più di tre mesi.

Tema delicato del quale si occuperà una commissione tecnica. Ieri l’Ordine degli attuari (i professionisti che calcolano i costi futuri del sistema assicuratico e previdenziale) ha dato la sua disponibilità a cercare «meccanismi più sostenibili e sopportabili».

Lo scatto di 5 mesi

Per quanto riguarda il prossimo scatto di 5 mesi che entrerà in vigore, il governo ha proposto ai sindacati di escludere anche 11 categorie dei gravosi.

Già individuati dalla legge sull’Ape sociale, sono operai dell’industria estrattiva, edilizia; conduttori di gru o di macchinari per le costruzioni; conciatori; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti; insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; facchini; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici.

Nuove categorie incluse

Nella trattativa il governo ha aggiunto operai e braccianti agricoli, marittimi, addetti alla pesca, siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti ad alte temperature. Per evitare lo scatto a 67 anni, un lavoratore deve avere svolto una di queste funzioni da almeno sette anni nei 10 prima del ritiro.

La definizione della platea ha provocato non pochi problemi. Ad esempio perché esclude gli autonomi che svolgono le stesse funzioni dei gravosi.

Anticipo di 3 anni gratuito

Confermata l’offerta che riguarda l’Ape sociale. Il governo si impegna a prorogare l’anticipo di tre anni gratuito per alcune categorie anche oltre la sperimentazione del 2018. Come minimo nel 2019. Intende farlo con un fondo che sarà alimentato da «risparmi di spesa». Che sono altamente improbabili. Qualche timida novità per le donne. Sarà allargata la platea di lavoratrici che possono accedere All’Ape sociale, ma solo a quelle con figli.

Sul tema della previdenza complementare, è prevista l’introduzione di incentivi per fare aumentare chi aderisce. Poi la parificazione della tassazione sulla previdenza complementare di pubblici e privati.

Fonte: Il Giornale