19 giugno 11:30  |  ECONOMIA

Un vero e proprio terremoto che fa gridare allo scandalo lavoratori e pensionati italiani. Questo sarebbe, in estrema sintesi, il risultato delle manovre che vedrebbero attivo il Governo per ritoccare al rialzo l’età di addio al lavoro.

Come riportato dal Corriere della Sera, l’Esecutivo starebbe lavorando per aumentare l’età pensionistica, ovvero l’età minima per lasciare l’impiego a 67 anni (in questo momento servono 66 anni e 7 mesi).

Una differenza di pochi mesi che però appare uno scempio a molti degli interessati che sembrano non accettare tale ipotesi, peraltro non ancora ufficializzata.

A moderare gli effetti dell’impopolare provvedimento, potrebbe essere l’Ape (anticipo pensionistico) a pieno regime ma certo questo non risolverebbe il problema di chi non può o non vuole usufruirne.

Questo strumento è da poco entrato in vigore ma soltanto nella versione Ape sociale, vale a dire quella riservata a disoccupati, invalidi, chi ha svolto lavori usuranti.

Chi riceve l’Ape social – come già annunciato da ItaliaOra – ha anche il diritto a percepire il bonus di 80 euro, previsto per redditi di lavoro bassi.