ECONOMIA

il  13 novembre 10:48

Pensioni, innalzamento dell’età e categorie escluse dagli assegni

Pensioni, indignazione per le categorie escluse. Riparte la trattativa, ma i sindacati sono sul pide di guerra per l’età pensionabile innalzata a 67 anni (4 anni più tardi del resto d’Europa) e per l’individuazione delle categorie da escludere dal meccanismo automatico dell’innalzamento dell’età pensionabile, che resta confermato.

Si tratta di lavoratori che svolgono mansioni cosiddette gravose, ma se ben si leggono le tipologie qualche dubbio viene. Non tanto per le professioni indicate, quanto per quelle che mancano all’appello.

Le categorie escluse

– Si parte dalla platea dei lavori gravosi individuata nella normativa per l’Ape sociale (una platea che, secondo alcuni calcoli, potrebbe ammontare a circa 15.000 persone):
1 – operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
2 – conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
3 – conciatori di pelle e pellicce
4 – conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
5 – conduttori di mezzi pesanti e camion
6 – personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
7 – addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
8 – insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido
9 – facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
10 – personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
11 – operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

I nuovi lavoratori da aggiungere

A queste categorie potrebbero esserne aggiunte altre: tra le ipotesi, quanti svolgono lavori manuali nell’industria (in particolare nei settori metalmeccanico e chimico), i marittimi (personale viaggiante e chi lavora nei pescherecci) e gli operai agricoli; categorie, queste ultime due, che a suo tempo i sindacati avevano chiesto di inserire nel decreto sull’Ape sociale.

La protesta dei sindacati

Ma questa volta – spiega Quotidiano.net i rappresentanti sindacali non si presenteranno al tavolo con degli elenchi: per prima cosa vorranno vedere i dati che il governo si è impegnato a presentare. Qualsiasi discussione dovrebbe partire dalle speranze di vita calcolate su specifiche mansioni.

I correttivi del Governo

Il timore di Cgil, Cisl e Uil è che l’esecutivo sia disponibile solo a piccoli correttivi, integrando l’elenco dei lavori gravosi con un paio di tipologie. I sindacati ambiscono invece a una platea più ampia ma soprattutto a modificare il meccanismo dell’adeguamento automatico in relazione alle aspettative di vita. In primo luogo – spiegano – va rivisto perché quando salgono le aspettative di vita l’età pensionabile sale, ma in caso contrario resta immutata. Inoltre, poiché il meccanismo pesa sui coefficienti di trasformazione, chiedono correttivi che avrebbero così valenza generale.