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sabato, 21 aprile 2018

Molti italiani hanno la comodità di un parcheggio per la propria auto o moto sotto casa, magari in garage.

Pochi sanno però che una recente sentenza ha trattato la questione relativa alle tasse per questo “privilegio”.

La Corte d’Appello di Napoli ha infatti spiegato con una propria decisione quando è dovuto il canone per il passo carrabile.
Passo carrabile, quando è tassabile?

Con la sentenza 795/2018si sono affrontate due problematiche relative all’articolo 44 del decreto legislativo 507/1993 che spiega che «i passi carrabili sono quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra o altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiede o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’ accesso dei veicoli alla proprietà privata».

Non tutti sono soggetti automaticamente a tassa. Più precisdamente la sentenza 16913/2007 della Cassazione, a titolo esemplificativo, chiarisce lche «non siano tassabili gli accessi diretti sulla pubblica strada, mentre siano soggetti a tassazione quegli accessi in cui si frapponga un manufatto di qualsiasi natura».

E’ notorio che il marciapiede faccia parte della strada, anche se esterno alla carreggiata, perciò il suddetto passo carrabile non può che essere soggetto a canone comunale, a nulla rilevando né che il cancello condominiale sia stato realizzato in posizione arretrata rispetto al confine tra la proprietà pubblica e quella privata, né che il condominio abbia scelto di posizionare il varco al medesimo livello, e quindi “a raso”, della strada.

Nel commisurare lo spazio pubblico oggetto di occupazione alla lunghezza del cancello d’ingresso vi è un errore del condominio, il quale trascura che tale rilevazione riguardi esclusivamente la misura lineare del suolo privato. In realtà l’interruzione del marciapiede è ben più lunga, dovendosi anche inglobare nel conteggio la porzione di suolo pubblico destinata a permettere l’accesso alla sua proprietà privata, che sfora di più di un triplo il minimo previsto dal regolamento comunale per il pagamento del canone. Ai 3,13 metri rilevati dalla consulenza tecnica di parte corrispondono, in realtà, 12 metri.

Nulla quaestio sui precedenti favorevoli al condominio davanti al Giudice di Pace, non assurgendo, ovviamente, al rango di giudicato.

Per l’attore non c’è soluzione alternativa al pagamento di quanto dovuto.

Fonte: Studiocataldi