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domenica, 23 settembre 2018

Le consultazioni di Mattarella sono ufficialmente iniziate.

Primi esponenti al Quirinale per la formazione del nuovo governo. Il pCapo dello Stato ha aperto le porte, come da prassi, alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati:

Ma a far parlare è il colpo di scena di Luigi Di Maio che ha aperto a Lega e Pd. “Primo interlocutore” l’ex partito di Renzi.

Il veto dei pentastellati è solo su Berlusconi e la condizione è che il premier debba essere Di Maio stesso.

Si proposta “irricevibile” hanno parlato i Dem e Forza Italia si è dichiarata non disponibile. Meno duro, ma pur sempre non convinto Salvini che ha dichiarato: “Si parte dal centrodestra, dialogando anche con M5s ma senza veti“.

A difesa di Berlusconi anche il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani che accusa il capo politico grillino di “metodi antidemocratici” che “non mostrano rispetto per i quasi 5 milioni di cittadini che li hanno votati” in riferimento agli azzurri forzisti.

Le consultazioni, il programma

Oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà nello studio “alla Vetrata” del Quirinale i presidenti delle Camere, l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano, i rappresentanti di Svp, del gruppo Misto (quattro per la Camera, sei per il Senato) e Fratelli d’Italia.

Domani il clou

Giovedì sarà la volta di Pd, Fi, Lega, M5s. Alla vigilia dal Colle trapela che Mattarella, “portavoce delle esigenze dei cittadini”, si attende dai partiti proposte, indicazioni e programmi per dare al Paese un governo all’altezza della situazione.

Le previsioni

A giudicare dalla staticità delle posizioni è probabile che il primo giro di consultazioni possa concludersi, comuncque con un nulla di fatto. Di fatto Mattarella potrebbe usare questa chiamata per rompere il ghiaccio e cercare di fare pressioni per cercare una convergenza