LIFE STYLE

il  3 marzo 08:57

“Niente orari né capricci
io, modella, vi racconto
come è complicato far carriera”

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di Mariagrazia Ceraso

Gavetta, costanza, impegno e tanta professionalità. La carriera da modella è cosa seria e impegnativa, a dispetto di chi pensa che questo non sia un lavoro bensì un passatempo. Si comincia da giovani, adolescenti in moltissimi casi, con difficoltà e tante delusioni. La maggioranza delle ragazze, proprio perché molto giovani ed inesperte, affronta litigi con i genitori, convinti che quasi sicuramente le figlie finiranno in un brutto giro. Avere la testa sulle spalle è fondamentale, così come saper distinguere chi è realmente interessato alla professionalità e al contenuto. Intraprendere la professione di modella ha i suoi pro e i suoi contro.

Uno dei pro è sicuramente il guadagno, se lo si fa a un certo livello e con professionalità. I compensi possono variare dai 100 Euro, per i designer emergenti, fino ai 30.000 degli stilisti più affermati, che ingaggiano modelle di un certo livello. Certo i tempi sono cambiati: prima le passerelle dei più grandi stilisti erano attraversate dalle Top più affermate; adesso si cercano le “new face” pressoché sconosciute ma con grande potenziale, a cui affiancare due o tre super modelle. Per i volti nuovi, il cachet va dai 1000 ai 3000 Euro a sfilata. Per le ragazze “quasi celebri” il compenso può arrivare ai 5000 Euro, mentre per le super Top si arriva fino ai 100.000 Euro. Molte sono meteore e durano anche una stagione sola, altre si costruiscono piano piano e arrivano ai piani alti. Alcune finiscono col rifiutare compensi da capogiro non ritenendoli all’altezza.

Il contro è il pregiudizio, come la convinzione di massa che le modelle non mangino quasi mai. Italiaora.net ha scoperto con Claudia Puglia, intraprendente e celebre modella attiva sul territorio napoletano e nazionale, quali sono gli aspetti salienti della vita da modella, con qualche consiglio su che cosa fare per cominciare.

1. Il lavoro della modella è spesso sottovalutato dai non addetti ai lavori. In cosa consiste?

Non si hanno orari fissi, si sa quando si inizia ma non quando si finisce. Bisogna essere pronti a scattare nelle location più improponibili, non lamentarsi di posare in costume da bagno quando fa freddo e di non sopportare il caldo quando scatti per i campionari invernali e ci sono 40° all’ombra. Alcune volte è stressante, per gli orari, il clima, il numero di capi da fotografare, i cambi look, i cambi location, trucco e parrucco che in alcune occasioni (dipende dal mood che è stato scelto) dura anche diverse ore. Ci vuole tanta pazienza, voglia di lavorare ed avere un carattere molto forte e dominante.

   2. Ci racconta quali difficoltà incontra?

Le difficoltà le si possono incontrare nel momento in cui non c’è un buon team o uno staff poco affiatato o una modella che non sa fare bene il suo lavoro. Molti brand oggi pensano solo al risparmio, chiamando sul set addetti ai lavori non molto capaci, rendendo il set caotico, disorganizzato e con il risultato finale di bassissima qualità che spesso danneggia anche l’immagine della modella stessa.

  3. Come si comincia a intraprendere la carriera da modella e come si diventa una “Top” del settore?

Ci tengo a precisare che le TOP sono altre. Le top model sono quelle che lavorano per i brand più prestigiosi, a livello internazionale a cifre da capogiro. Io con molte altre mie colleghe qui in Campania siamo semplici modelle/fotomodelle, per la promozione a TOP, ne bisogna fare di strada. Ma qualche piccolo suggerimento per chi vuole intraprendere questa carriera, che ricordiamo essere momentanea, possiamo comunque darlo. Si inizia sicuramente da un buon corso di portamento, posa fotografica, video ed anche trucco (perché una modella deve essere in grado anche di sapersi truccare da sola, in alcuni casi il trucco non è previsto ed ai casting bisogna presentarsi truccate in un determinato modo, certe volte anche struccate ) affidarsi ad una buona agenzia se si è piccoli/e, molto utili sono i concorsi di bellezza, all’apparenza esperienze banali, ma fanno si che la ragazza/o acquisti fiducia e padronanza della passerella o di un palco. Il saper posare viene con il tempo e l’esperienza, bisogna sapersi adattare ad ogni circostanza e saper creare un buon feeling con il fotografo.

  4. Una sua giornata di lavoro tipo?

Solitamente le convocazioni sul set sono sempre di prima mattina (ore 7:00/8:00), preparazione trucco e parrucco, per le quali passeranno le prime 2-3 ore. Si inizia a scattare da i 30 a 100-150 capi, alcune volte anche di più, dipende dal brand, da quante modelle sono presenti sul set e dagli accordi presi. Molto spesso ci si diverte sui set. Le convocazioni per le sfilate invece vengono fatte per il primo pomeriggio.

  5. Quanto guadagna a sfilata? Ha un tariffario o dipende dall’ingaggio?

Le sfilate hanno un costo i servizi fotografici un altro. Il budget cambia a seconda dell’utilizzo delle immagini e dall’importanza del brand per il quale si sta scattando, se la l’immagine viene usata a livello, locale, nazionale o internazionale. Più ti reputi bravo, più hai un buon portfolio più puoi osare a chiedere un budget di un certo tipo. Per quando mi riguarda ho lasciato il mio vecchio lavoro da segretaria perché in uno/due giorni riuscivo a guadagnare quello che solitamente guadagnavo in un mese, lavorando 8 ore al giorno per 5 giorni.

   6. Sono più le modelle free lance o le modelle dipendenti da agenzie?

Oggi sono molto di più le modelle freelance che quelle con esclusiva di agenzia. Sono poche le free lance che sanno realmente gestirsi sia lavorativamente che economicamente. Tutte ormai si sono lanciate nell’intraprendere questo lavoro, anche chi fisicamente non potrebbe farlo e la colpa è tutta dei brand, che per risparmiare preferiscono pagare poco o certe volte anche nulla a ragazzine alle prime armi, promettendo visibilità e continuità nel lavoro.

   7. Secondo lei, chi è più avvantaggiato?

Non c’è un vantaggio tra freelance e agenzia, sicuramente i più importanti brand non prenderebbero mai una modella freelance, si affidano sempre ad un’agenzia seria, con modelle di un certo livello, organizzano casting e scegliendo le loro testimonial o le modelle per una sfilata, in base alle idee da sviluppare. Le freelance non sono tutelate al 100% come potrebbe tutelarti un’agenzia di una certa importanza.

   8. Gli shooting e le sfilate hanno la stessa difficoltà di preparazione?

Gli shooting e le sfilate hanno tempi diversi di preparazione e realizzazione. Sia a livello organizzativo che esecutivo. Gli shooting hanno solitamente tempi molto più lunghi rispetto ad una sfilata.

   9. Il futuro di una modella? Come si vede fra 10 anni, professionalmente parlando?

Spero non ancora nei panni di fotomodella. Mi piacerebbe intraprendere la carriera di attrice ma avere un’attività tutta mia non mi è mai dispiaciuto, magari nel campo della ristorazione, perché ricordiamoci che non è vero che le modelle non mangiano, mangiano e sono anche delle buone forchette e sono amanti della buona cucina. Il cibo rende più belle e sorridenti.