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martedì, 23 ottobre 2018

La crisi politica è ormai scoppiata.

A consultazioni ancora in corso si è capito che la formazione di un governo politico è molto difficile se non impossibile. L’ipotesi rilanciata da più parti è quella di una data di luglio. In un primo momento si è ipotizzata la data dell’otto luglio. Una suggestione improbabile dal momento che per questa ipotesi il Presidente della Repubblica dovrebbe sciogliere le Camere domani o dopodomani al massimo.

Più plausibile la domenica successiva, ma ovviamente, tutto deve passare dal capo dello Stato.

Cosa farà ora Mattarella

Mattarella – stando alle indiscrezioni di stampa – dovrebbe comunque assumere una decisione in ogni caso, mettendo in campo un esecutivo ‘del presidente’, nella speranza che le forze politiche gli diano la fiducia per varare la manovra e portare il paese fino a dicembre quando si potrebbero sciogliere le Camere per votare nei primi mesi del 2019.

Questo dovrebbe accadere anche per liberare politicamente  Paolo Gentiloni anche nell’ipotesi di un esecutivo che porti al voto. Se così non fosse l’attuale premier si troverebbe come presidente del Consiglio in un Parlamento che non lo ha mai eletto.

Che governo nascerà

Dunque Mattarella dovrebbe comunque realizzare un esecutivo di personalità super partes da presentare alle Camere. Se questo governo otterrà la fiducia potrebbe varare la manovra di bilancio e poi a portare il paese al voto nella primavera prossima e magari realizzare una nuova legge elettorale.

Se invece i partiti non votassero la fiducia come nelle intenzioni apparenti attuali dei leader di Lega e Cinquestelle, il governo diventerebbe squisitamente elettorale: gestirebbe solo le elezioni, che potrebbero svolgersi a luglio con questa o una nuova legge elettorale.