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il  7 giugno 16:36

Legge elettorale, il cammino è in salita
Il pericolo sono i “Franchi tiratori”

Legge elettorale al primo ostacolo. Il più temuto dai partiti politici più grandi: “I franchi tiratori” dei piccoli schieramenti che non vogliono una legge che preveda sbarramenti poco graditi.

In questi minuti questo fronte (per certi versi) trasversale è riuscito a ottenere su 100 emendamenti dei 209 previsti, votazioni segrete. Alla Camera è caos con le forte opposizioni che chiedeono di fermare la discussione e rallentare l’iter. Tra i più attivi in tal senso gli ex ministri Lupi e  La Russa che hanno chiesto alla presidente Boldrini di riconvocare i Capigruppo.

IL PRIMO PERICOLO – Già al primo voto si è registrato il primo ‘caso’: Nelle pregiudiziali ci sono stati 100 voti in meno rispetto alla sommatoria dei 4 gruppi di maggioranza che, teoricamente, hanno portato avanti latrattativa sulla legge elettorale.

“Vi ricordo cosa accadde quando furono 101…” ha detto il capogruppo dem Ettore Rosato all’assemblea del Pd alla Camera. “Sono sicuro – ha aggiunto – che saranno importanti i primi voti, noi abbiamo la responsabilità di tenere duro fino in fondo”. A conti fatti e al netto dei deputati in missione, alla maggioranza che sostiene la riforma della legge elettorale, sono mancati 66 voti sulle pregiudiziali, a quanto risulta dalla lettura dei tabulati della votazione segreta.

Intanto M5s annuncia sul blog di Beppe Grillo di lavorare a modifiche, soprattutto per il voto disgiunto, dicendo che la legge che uscirà dal dibattito in Parlamento dovrà essere rivotata dagli iscritti, mettendo così a rischio il patto: “Oggi sono iniziate alla Camera le votazioni sulla legge elettorale. Come già fatto in commissione, anche in Aula cercheremo in tutti i modi di ottenere nuovi miglioramenti, come il voto disgiunto, le preferenze e i correttivi di governabilità. Non sappiamo se ce la faremo perché non dipende solo da noi”, si legge nel post. “Abbiamo già ottenuto importanti risultati come la cancellazione delle pluricandidature e dei capilista bloccati”.

Il fronte contrario al voto anticipato (e comunque a questa accelerazione sulla legge elettorale) intanto cresce e sembra affilare le armi.

Intanto, al fronte contrario al voto anticipato in autunno si iscrive anche il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: “Penso che le elezioni a settembre siano un errore perchè questo Paese ha bisogno di un pò di calma, far finire le riforme che non derivano da me ma dal governo Renzi, di fare una Finanziaria seria, finire di mettere a posto la questione delle banche che è una questione complessa e di fare una legge elettorale che ci riporti indietro nel tempo. Il rischio per il Paese è serio”.

Fonte: Repubblica

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