SCIENZE

il  20 febbraio 10:52

“Io, Pietro il Marziano”
Parla il giovane italiano
del team Mars One

di Martina Gaudino
Una colonia permanente su Marte. E questo l’ambizioso progetto denominato Mars One, pensato dal ricercatore olandese Bas Lansdorp. Una rivoluzione per la scienza mondiale che, per la prima volta, pensa a un gruppo di essere umani ch vivano stabilmente su un altro pianeta. Il piano prevede che nel 2016 un satellite artificiale per le telecomunicazioni venga inviato nell’orbita del pianeta rosso fino a quando, il 24 aprile 2023, saranno spediti su Marte 24 esseri umani (12 uomini e 12 donne). Ogni due anni, il gruppo sarà raggiunto da un nuovo team di astronauti. Nonostante lo scetticismo da parte della comunità scientifica internazionale, l’appoggio del premio Nobel per la fisica  Gerard ‘t Hooft e quello della Università del Twente, danno forte credibilità alla missione. Quest’ultima è un qualcosa a metà tra la ricerca scientifica e un reality show i cui diritti televisivi copriranno quasi interamente i costi del progetto.

 

Tra le persone selezionate fino a oggi per la straordinaria “avventura”, c’è un solo italiano. E’ Pietro Aliprandi, 25 anni, studente di medicina all’Università di Trieste.

 

Come si aspetta che sarà la sua avventura su Marte?

Dura ma emozionante. Esplorare lo spazio è sempre stato il mio più grande (e fino a poco fa irrealizzabile) sogno. Non vedo l’ora di avventurarmi nelle lande desolate di un pianeta su cui nessun terrestre ha mai messo piede.

 

Mars One sembra un’impresa da film, cosa l’ha spinta a partecipare?

Come dicevo, fin da piccolo ho sognato lo spazio. Non si trattava del tipico sogno da bambino di fare l’astronauta: è iniziato molto prima, quando, appena ho imparato a leggere, chiedevo in regalo libri di astronomia. Questa passione è proseguita anche quando sono cresciuto, tanto da prendere in considerazione la carriera aeronautica. 

 

Però studia medicina…

Si, per una serie di motivi, mi sono ritrovato a studiare medicina, altra mia grande passione. Ma quando ho scoperto Mars One si è risvegliata questa voglia, e candidarmi mi è risultato naturale, come se avessi sempre aspettato quel momento.

 

Come vi preparerete?

I candidati sono scelti sulla base della loro attitudine, piuttosto che sulle loro competenze. Ciò significa che nei prossimi anni verremo sottoposti a un addestramento intensivo per acquisire tutte le conoscenze necessarie ad affrontare la missione, dall’ingegneria alla biologia. L’addestramento prevede anche numerosi cicli di simulazione in una replica dell’avamposto marziano. Questo soprattutto per abituarsi all’isolamento e allo spazio di vita relativamente ristretto (circa 50 metri quadri per persona).