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giovedì, 19 luglio 2018

Iniziato il secondo giro di consultazioni del presidente della Repubblica che sta ascoltando, nuovamente, tutte le forze politiche per valutare se e a chi affidare l’incarico di formare un governo.

Le premesse: “Mai un governo con Berlusconi”

“Mai un governo con Berlusconi e Forza Italia” hanno fatto sapere i cinquestelle nel pomeriggio, spegnendo di fatto ogni possibilità di dialogo con il centrodestra unito.

Con le dichiarazioni pentastellate risulta molto importante la posizione del partito Democratico che – salvo scissioni nella coalizione di Centrodestra – potrebbe essere l’unica sponda per un governo presieduto da Di Maio.

Le consultazioni del Pd

Il segretario reggente Dem Martina – insieme ai capigruppo alla Camera e al Senato – ha rilasciato queste dichiarazioni all’uscita dallo studio del Capo dello Stato:

“Abbiamo sollevato la questione di un impegno del Parlamento sulla questione sociale ed economica che interessa il nostro Paesde. Abbiamo voluto ribadire la centralità di alcune questioni che impegneranno l’Italia nei prossimi giorni, penso all’agenda europea e alla questione Mediterranea. Non possiamo non esprimere le nostre preoccupazioni per la vicenda della crisi siriana. Non possiamo non esprimere la reazione per certe reazioni di alcune forze che hanno prevalso il 4 marzo. Se qualcuno intende cambiare il quadro delle alleanze europee deve dirlo chiaramente agli italiani. Noi confermiamo le nostre posizioni con la comunità internazionale.

Alla luce di questi avvenimenti per noi occorre che le forze che hanno prevalso il 4 marzo la smettano con i tatticismi e l’incertezza che stanno generando. Il Paese ha bisogno di scelte chiare. Devono dire che cosa intendono fare. Da una parte vediamo screzi pubblici, dall’altra l’occupazione degli spazi istituzionali con l’acquisizione degli incarichi.

Finiscano, per il bene del Paese litigi e le forze che hanno vinto il 4 marzo dicano se sono in grado di esprimere il governo.

E’ un punto di responsabilità politica che ha a che vedere con queste forze. E’ inaccettabile dire di rinviare questo sforzo a dopo le elezioni regionali per aspettare il regolamento di conti tra partiti.

Noi con coerenza e responsabilità continueremo il nostro lavoro in Parlamento supportando il presidente della Repubblcia con lo spirito di responsabilità verso l’Italia da minoranza parlamentare in ragione del problema che le forze che hanno prevalso il 4 stanno reiterando”