ECONOMIA

il  4 dicembre 15:16

Social spam: la legge lo vieta, ma le aziende la rispettano?

Si chiama social spam ed è l’incubo di tanti utenti iscritti a facebook, Instagram, Twitter e altri network simili.

Email pubblicitarie arrivano praticamente a tutti. ma da dove prendono gli indirizzi? La domanda se la pone anche chi si iscrive ai social network. Possibile che venga utilizzata la propria mail come destinatario di campagne non richieste?

Il problema si pone visto l’uso di gruppi pubblici di sport, conoscenze o ad esempio cucina. Le aziende che prendono da questi canali indirizzi per inviare promozioni, danno vita al fenomeno del  “social spam”.

Il Garante per la Privacy lo vieta in quanto si tratta di iniziative di marketing attuate grazie all’utilizzo di dati personali trattati senza il consenso dei titolari. Tuttavia siamo sicuri che nessuno violi questa regola? E come possiamo difenderci?

Vietato il social spam: cosa dice il Garante per la Privacy

Secondo il Garante, se un indirizzo email è presente su un social network non significa che possa essere utilizzato liberamente per qualsiasi scopo. Per inviare proposte commerciali, è sempre necessario il consenso dei destinatari. Per questi motivi il Garante per la privacy ha vietato a una società l’ulteriore trattamento di indirizzi email senza consenso per attività di marketing.

L’intervento del Garante ha preso l’avvio dalla segnalazione di una società di consulenza finanziaria che lamentava l’invio di numerose email promozionali indirizzate alle caselle di posta elettronica di alcuni suoi promotori senza che questi ne avessero autorizzato la ricezione.

Dagli accertamenti, svolti presso la società dall’Autorità in collaborazione con il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza, è emerso che la raccolta degli indirizzi di posta elettronica avveniva, oltre che con altre modalità, anche attraverso l’instaurazione di rapporti su Linkedin e Facebook o “pescando” contatti sui social. La società solo negli ultimi due anni ha inviato circa 100.000 email pubblicitarie.

I dati sui social network non sono liberamente utilizzabili

I dati reperiti sui social network e, più in generale, presenti on line, non possono essere utilizzati liberamente. L’iscrizione a un social network non implica automaticamente un consenso all’utilizzo dei dati personali per l’attività di marketing. Tale finalità non è compatibile con le funzioni dei social network che sono preordinate alla condivisione di informazioni e allo sviluppo di contatti professionali, e non alla commercializzazione di prodotti e servizi.

Anche le Autorità per la privacy europee hanno espressamente escluso che l’iscrizione a un servizio presente sul web comporti la legittimità del trattamento dei dati personali da parte di altri partecipanti alla medesima piattaforma, ai fini dell’invio di informazioni commerciali.

Fonte: Laleggepertutti