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sabato, 23 giugno 2018

“Fedeltà al territorio e respiro europeo”.  “Un’attenzione a quanti, a livello locale, con onestà e competenza amministrano la cosa pubblica, senza smarrire uno sguardo ampio e una cornice europea”, raccomanda la Cei a conclusione della sua assemblea: “tale duplice fedeltà i Pastori hanno richiamato anche i protagonisti dell’attuale stagione politica, ricordando loro che per guidare davvero il Paese è necessario conoscerlo da vicino e rispettarne la storia, la tradizione e l’identità”.

“Negli interventi dei Vescovi – seguiti all’Introduzione ai lavori, offerta dal Cardinale Presidente – ha preso volto un Paese segnato da pesanti difficoltà”, si legge nel comunicato finale dell’assemblea dei vescovi, terminata oggi in Vaticano. “Sono frutto della crisi economica decennale – con la mancanza di sicurezza lavorativa e mala-occupazione – e di un clima di smarrimento culturale e morale, che mina la coscienza e l’impegno solidale. Non si fatica a rinvenirne traccia nel sentimento d’indifferenza per le sorti altrui e nelle tensioni che incidono sulla qualità della proposta politica e sulla stessa tenuta sociale”, si spiega.

Al riguardo riporta l’Ansa “i Vescovi hanno sottolineato che la debolezza della partecipazione politica dei cattolici è espressione anche di una comunità cristiana poco consapevole della ricchezza della Dottrina sociale e, quindi, poco attiva nell’impegno pre-politico. Di qui la volontà di una conversione culturale – sulla scia dell’esperienza delle Settimane Sociali – che sappia dare continuità alla storia del cattolicesimo politico italiano, testimoniata da figure alte per intelligenza e dedizione”.

In particolare, “è stata ricordata l’attualità del beato Giuseppe Toniolo che – in un’analoga situazione socio-politica – seppe farsi promotore di cultura cristiana, di un’etica economica rispettosa della persona, della famiglia e dei corpi sociali intermedi”.