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giovedì, 16 agosto 2018

Nulla di fatto. E’ fumata nera. Ennessimo rinvio sul nome del presidente e su alcuni punti del contratto di governo. L’unico passo avanti – stando a indiscrezioni – sarebbe sul punto che il premier deve essere politico e deve essere un esponente pentastellato.

Tra i nomi circolati oltre a quello del Capo politico Luigi Di Maio, sono circolati i profili di Bonafede, Fraccaro, Crimi e Spadafora.

Repubblica ha parlato di Salvini con un incarico al ministero dell’Interno. Mentre per gli altri ministri “di peso” i nomi più probabili sono quello di Giampiero Massolo – presidente del cda di Fincantieri – agli Esteri e del grillino Bonafede alla Giustizia. Il leghista Giancarlo Giorgetti è in pole position per il ruolo di sottosegretaro con delega ai Servizi mentre la Lega dovrebbe indicare i nomi per l’Agricoltura e il Turismo. +

Mentre il ministero dell’Economia e quello delle Politiche Ue potrebbero essere affidate a tecnici. Un altro parlamentare M5S entrato in alcune rose di papabili, Emilio Carelli, smentisce di essere indisponibile a ricoprire il ruolo di premier: “Non è vero, sono e resto a disposizione del movimento”. Poi precisa: “Il candidato resa Di Maio”.

Il punto è che il tempo sta trascorrendo invano. Si pensa che lunedì e non prima si possa risalire al Colle per proporre una soluzione al Presidente della Repubblica.

Il premier in carica Paolo Gentiloni ha espresso intanto “preoccupazioni che io personalmente sento” su “tre capitoli” del futuro governo italiano,  Preoccupano le “posizioni italiane sulle grandi scelte internazionali”, finora “sempre condivise”, anche da “Tsipras e Orban”. E poi gli effetti “delle politiche a debito” e un possibile cambiamento delle “politiche migratorie”.