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sabato, 20 ottobre 2018

Parole e promesse, abolizione di tasse e nuovi bonus. La campagna elettorale è partita e, con essa, la gara a chi la spara più grossa.

Elezioni: promesse e abolizioni

Primo tra tutti è stato Matteo Renzi, con la promessa di levare il canone Rai. Proprio lui che lo ha inserito in bolletta e reso ineludibile.

Berlusconi che sull’abolizione delle tasse sulla casa ha fatto la sua fortuna pensa ad un’altra abolizione importane. Dopo aver promesso pensioni minime a mille euro insiste sulle pensioni e con il “Compagno” Salvini, punta a garantire l’abolizione della odiata legge Fornero.

Ma chi sembra averla sparata più grossa sembra essere l’attuale presidente del Senato. Grasso debutta al festival delle promesse in campagna elettorale con il botto: “Aboliamo le tasse universitarie” ha dichiarato, strizzando l’occhio ai giovani e alle famiglie.

Nel solco della tradizione il pentastellato Luigi Di Maio che, ribadendo la paternità del Redditto di Cittadinanza, in tema di abolizioni va sul classico. I 5 stelle vogliono abolire gli stipendi dei politici.

Il tema delle abolizioni è un cult della campagna elettorale. Come pure lo è, però, l’infrangere le promesse.

I fantasmi del passato

Gli italiani crederanno a tutti questi tagli. O il Senato, il Cnel, le Province e persino il Ministero dell’Agricoltura (abolito anni fa via referendum e reinserito sotto “falso nome”) fungeranno, questa volta, da promemoria per gli elettori?