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giovedì, 16 agosto 2018

Una cura efficace per il diuabete che permette di non usare farmaci. La novità sarebbe stata testata e funzionante e si basa su principi naturali quali il calore. Consentirebbe al pancreas di pazienti diabetici di ricominciare a produrre l’ insulina endogena, e promette di riequilibrare la glicemia con molta più facilità ed in alcuni così di sospendere l’ assunzione quotidiana di farmaci antidiabetici orali e non avere più iperglicemie.

Diabete, arriva la cura senza farmaci: rivoluzione italiana

Si chiama DMR, ovvero «ringiovanimento della mucosa duodenale», e consiste in una innovativa procedura endoscopica, che avviene, in anestesia generale, con l’ introduzione trans-orale di un tubicino della grandezza di un catetere,  di fornire una dose controllata di energia termica, cioè di calore, sulla superficie della mucosa duodenale, esattamente nelle zone dove vengono rilasciati i vari ormoni regolatori della glicemia, in particolar modo quelli coinvolti nell’ insulino-resistenza e forse proprio nel meccanismo di controllo glicemico. La prima sperimentazione in Italia, chiamata Revita1, è stata condotta due anni fa al Policlinico A.

 

Dallo scorso febbraio – spiega il giornale Libero –  è in atto al Policlinico Gemelli e all’ Humanitas Research Hospital di Rozzano (Milano) l’ arruolamento di pazienti con Diabete di tipo 2, in qualunque stadio di malattia, per la seconda sperimentazione clinica che è stata approvata ed è chiamata “Revita2”, che coinvolgerà centinaia di pazienti in Italia ed altrettanti in dieci centri europei di eccellenza in Belgio, Inghilterra, Irlanda, Olanda e Germania, per poi applicare su larga scala questa incredibile terapia termica miniinvasiva, e per determinarne l’ efficacia anti-diabete, che pare inequivocabile a detta degli specialisti, e con risultati fino ad ora molto promettenti, e che naturalmente accende molte speranze in milioni di malati.

La procedura

La procedura per questo tipo di esame strumentale è quasi priva di rischio e non è affatto complicata, perché operativamente si tratta di una normale gastroscopia, con la differenza che l’ endoscopio introdotto fin dentro il duodeno, dove c’ è lo sbocco del dotto pancreatico, scalda la mucosa duodenale, distruggendo le cellule che producono gli ormoni responsabili dell’ insulino-resistenza e inducendo quindi la rinascita di una mucosa normale, riportandola allo stato di giovinezza, tramite l’ invio di una dose controllata di energia termica sulla sua parete posteriore, quella adagiata sul pancreas, e tale calore viene diffuso con la massima precisione e per brevissimo tempo in diverse aree, così da garantire la sicurezza della procedura, che risulta molto ben tollerata dai malati. L’ intervento di DMR dura meno di un’ ora e il paziente viene dimesso il giorno dopo, e tale dispositivo ha già ricevuto il marchio CE, e per commercializzarlo si attendono i risultati di questa seconda fase di studio europeo.

Risultati

I risultati clinici consistono in una normalizzazione evidente della glicemia, e, cosa più importante, nell’ interruzione dell’ avanzamento delle note complicanze diabetiche, tra le quali l’ angiopatia, la neuropatia e la nefropatia, a dimostrazione che tale trattamento ha un impatto notevole sulla malattia diabetica, si spera in modo definitivo. A due anni di distanza sui pazienti trattati sono stati registrati normalizzazione costante dell’ emoglobina glicata, e miglioramento significativo di altri parametri, tra i quali quelli degli gli enzimi epatici, oltre che del livello di insulina endogena. I pazienti idonei per tale terapia endoscopica sono reclutati in una fascia di età tra i 28 ed i 74 anni, con Diabete di tipoII, non insulino-dipendente, in terapia con farmaci orali, non ancora sottoposti a terapia insulinica e con valori di Emoglobina Glicata superiore a 7,5%.
«Questa ulteriore fase sperimentale dello studio Revita2» mi riferisce Costamagna «si concluderà nell’ arco di circa due anni, dopo di che questo trattamento innovativo potrà essere esteso a tutti i pazienti affetti da diabete che non riescono a tenere sotto controllo la glicemia con i farmaci, che registrano continui sbalzi glicemici, e che sono oltre la metà del totale».

Fonte: Libero