19 maggio 15:40  |  ECONOMIA

Climatizzatori gioia e delizia degli italiani. Se da un lato con la bella stagione diventano uno strumento irrinunciabile per molti, sono anche altrettanti a sottolinearne le criticità.

E, soprattutto nei luoghi pubblici e negli uffici comportano alcune accortezze: la refrigerazione artificiale dell’aria nasconde notevoli insidie e il rischio di contrarre alcune particolari malattie è tutt’altro che remoto.

REGOLE PER LA SALUTE – Il portale Quifinanza ha fatto un elenco di regole per avere degli ambienti di lavoro sempre salubri e accoglienti che, se seguite in maniera scrupolosa, permettono di scongiurare qualsiasi genere di rischio di nocività dell’attività lavorativa.

Il primo nemico per la salute dei lavoratori da scrivania è lo sbalzo termico. D’estate, il divario tra le temperature torride che si registrano in esterna e la temperatura troppo fredda che può caratterizzare gli ambienti lavorativi è la prima causa di malanni per gli impiegati, ma anche per chi frequenta saltuariamente gli uffici, Per evitare questo spiacevole inconveniente è sempre importante che gli impianti di condizionamento siano sottoposti a periodici interventi di manutenzione. Equilibrare le temperature non è l’unico obiettivo per ottenere un ambiente sano, è necessario anche (come recita l’art. 9 del D.P.R. 303/1956 ) che nei luoghi di lavoro chiusi sia garantita sempre aria salubre, anche tramite impianti di areazione ma stando ben attenti che il ricambio dell’aria non colpisca i lavoratori a posti fissi con correnti che potrebbero arrecare loro danno.

Per regolarsi, è stato anche stabilito un limite di velocità massimo che l’aria può raggiungere tra i corridoi. Secondo le linee guida per uffici amministrativi ISPESL le correnti non devono mai superare gli 0,15 m/s. Oltre si rischia.

Ma qual è la temperatura adeguata per vivere serenamente negli ambienti d’ufficio? Secondo un’inchiesta realizzata proprio per stabilire il clima ideale la temperatura deve rimanere tra i 18 e 22 gradi, anche se in estate l’asticella di tolleranza si può elevare anche di un paio di gradi.

L’equilibrio tra temperature e un buon tasso di umidità è fondamentale per tenere alla larga problemi di salute anche gravi che possono incorrere in un ambiente insalubre:  se l’umidità è eccessiva e lo sbalzo termico è dirompente il rischio che intere colonie batteriche possano proliferare è davvero concreto. Batteri, acari e spore si annidano nelle moquette e negli impianti di condizionamento e se trovano un ambiente particolarmente umido possono proliferare nel giro di pochi giorni.

Infezioni agli occhi, alla gola e alla pelle sono le sgradite conseguenze dell’azione degli stafilococco, ma anche la temibile legionella, l’infezione causata da batteri coliformi può creare notevoli danni alla salute a causa di una cattiva manutenzione degli impianti di aria condizionata.

Negli uffici gli impiegati spesso lamentano anche mal di testa, difficoltà di concentrazione, nausea, oppressione stanchezza e senso generale di malessere causati dai tanti altri fattori che si annidano negli edifici, non necessariamente causati da agenti patogeni.

Particolare attenzione va tenuta nei confronti delle macchine fotocopiatrici: polveri e ozono O3 liberato dagli strumenti usati per effettuare copie e dalle stampanti laser sono nocive per la salute, ma anche i funghi che possono crescere negli impianti di areazione, lo smog fotochimico dei raggi ultravioletti delle lampade fluorescenti , i disinfettanti utilizzati per effettuare la manutenzione degli umidificatori e tanti altri piccoli fattori di rischio possono contribuire a rendere l’ambiente di lavoro una vera e propria trappola se non tenuti a bada, provocando sensazioni generali di malessere che vanno sotto il nome di “Sindrome da Edificio Malato”.

Fonte: Quifinanza