ECONOMIA

il  5 dicembre 10:29

Bonus 485 euro, code ai Caf in tutta Italia per il bonus

Il bonus 485 euro è partito e i Caf italiani sono da oggi sotto assedio. Tutti vogliono avere informazioni su come accedere al Rei, il Rei (l’agevolazione sul Reddito di Inclusione).

La partenza della prima fase, il primo dicembre, interessa circa 500mila famiglie, secondo dati del Governo.

Bonus 485, Caf sotto assedio

Ma l’afflusso alle sedi dei Caf in tutta la penisola è decisamente superiore alla norma, come spiegano in un comunicato ufficiale i Coordinatori della Consulta Nazionale dei Caf, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini: “Tutte le nostre sedi, da nord a sud sono affollate da persone che hanno bisogno di sapere cosa fare per accedere al Reddito d’inclusione. Spesso arrivano presso le nostre sedi dopo essere passati dagli Uffici dei Comuni.

In molti casi si stanno rivolgendo ai Caf per ottenere la certificazione Isee dall’Inps. Dai primi dati molti sono privi di Isee pur avendo le caratteristiche per accedere al Reddito di inclusione”.

“Coordinamento tra Ministero ed Enti”

“Sarebbe opportuno – proseguono Mauro Soldini e Massimo Bagnoli – attivare immediatamente un tavolo di coordinamento. A sedersi il Ministero del Lavoro, l’Inps, l’Anci e la Consulta dei Caf.

Scopo è assicurare, nell’immediato e per il futuro, una puntuale e capillare assistenza. A tutti coloro che versano in una condizione di grave disagio economico e sociale”.

Influenza su comunicazioni Isee

L’avvio di questa nuova misura a soccorso dei più deboli influirà già dal 2017 sulle certificazioni Isee. I dati in possesso della Consulta Nazionale dei Caf confermano questa previsione. Questo anno è previsto un incremento di oltre 500mila del numero di Isee sul dato 2016.

“Saranno quasi 6 milioni le certificazioni Isee rilasciate nel 2017 e circa 20 milioni le persone che fanno parte dei nuclei familiari coinvolti. Rappresentano un terzo della popolazione di questo Paese.  A loro – affermano i due Coordinatori –  i Caf hanno assicurato gratuitamente un’assistenza puntuale e qualificata e continueranno a farlo fino alla fine di questo anno. Non chiederemo compensi ai cittadini e non riceveremo emolumenti dall’Inps per esaurimento delle risorse stanziate appositamente per assicurare questo servizio ai cittadini”.

Cos’è il Rei, reddito di inclusione

Il Rei può essere chiesto dall’1 dicembre: in prima battuta riguarderà una platea di 490.000 famiglie per circa 1,8 milioni di persone nel complesso, a regime, dopo luglio, riguarderà una platea di 700.000 famiglie per circa 2,5 milioni di persone. In sede di prima applicazione si partirà dalle famiglie che hanno almeno un minore, o una donna in stato di gravidanza accertata (ma il Rei potrà in questo caso essere chiesto non prima di quattro mesi dalla data di parto presunta),o disabili o persone over 55 disoccupate.

Rei, reddito di inclusione: come funziona

Il Rei consiste in un beneficio economico fino a 187,5 euro mensili nel caso di componente unico della famiglia e un tetto di 485 euro al mese. Nel caso di famiglia in difficoltà con almeno 5 persone e prevede un progetto personalizzato per aiutare i destinatari ad uscire dallo stato di bisogno.

Il Rei è riservato ai nuclei familiari con reddito Isee entro i 6.000 euro annui. E un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro.

E’ compatibile con un’attività lavorativa (fermi restando i requisiti economici) ma non con la percezione della Naspi o di altri ammortizzatori sociali per la disoccupazione involontaria.

Il beneficio viene riconosciuto nella misura massima ai soli nuclei privi di trattamenti assistenziali o con ISR (indicatore della situazione reddituale) nullo mentre per gli altri vengono integrate le risorse economiche fino alla soglia.

Reddito di inclusione: i beneficiari

Può beneficiare del Rei sia chi è cittadino comunitario che chi è extracomunitario con permesso di lungo soggiorno ma è necessario anche risiedere in via continuativa in Italia da almeno 2 anni al momento di presentazione della domanda. Le prime carte Rei potranno essere riconosciute a partire dal 2018. Il progetto viene predisposto con la regia dei servizi sociali del comune che operano in rete con gli altri servizi territoriali come Asl, scuole, centri per l’impiego ecc.

Reddito di inclusione: come presentare le domanda

Le domande vanno presentate ai Comuni o a punti di accesso identificati dai Comuni stessi (in molti casi ai municipi in cui sono suddivisi i servizi sul territorio). I Comuni invieranno le informazioni all’Inps entro 15 giorni e l’Inps, una volta controllati i requisiti, potrà riconoscere il sostegno, dopo che il beneficiario avrò firmato il progetto personalizzato.

La Carta Rei simile a una prepagata

Il reddito viene erogato per 12 mensilità l’anno e può durare al massimo 18 mesi. Sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere di nuovo (per un massimo di altri 12 mesi). Chi beneficerà del Rei avrà una Carta di pagamento elettronica (Carta Rei), simile a una prepagata. La Carta potrà essere usata, per metà dell’importo, anche per fare prelievi di contanti.

Fonte: Today