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giovedì, 19 luglio 2018

Silvio Berlusconi, ad oggi, non può candidarsi in Parlamento. E’ cosa nota che sul Cav penda il giudizio della Corte Europea e, almeno fino a che i giudici non si esprimeranno, il leader di Forza Italia non potrà sedere alla Camera o al Senato.

Ma – stando a indiscrezioni sempre più insistenti – ci sarebbe un piano per riportarlo in aula.

Il trucco risiederebbe nella nuova legge elettorale, ormai nota a tutti come Rosatellum. Ma si tratta du un sistema già visto. E’ stato utilizzato, infatti, in una fortunata serie televisiva per descrivere l’ascesa al potere di un altro nome noto della storia: il narcotrafficante Pablo Escobar.

Berlusconi e l’agnello sacrificale

Perché il progetto possa svolgersi – raccontano i colleghi di Libero – a Berlusconi servirà un agnello sacrificale, un candidato che si presenti in un seggio sicuro per la Camera o il Senato. La “testa di legno” dovrebbe però essere pronta a rassegnare le dimissioni al momento opportuno.

La decisione dei giudici di Stasburgo, che devono esprimersi sull’incandidabilità del Cav per via della legge Severino,  potrebbe arrivare dopo il 4 marzo e, comunque, non entro il termine utile per la presentazione delle liste.

Visto che l’ex premier non ci sta a saltare un giro e aspettare le prossime elezioni, il presunto candidato “temporaneo” dovrebbe immolarsi e rimettere il mandato all’indomani della sentenza europea. Sempre che sia favorevole al numero uno forzista.

Il Rosatellum prevede che, nel caso di dimissioni di un parlamentare eletto in un collegio uninominale, si dovrà tornare al voto esclusivamente in quella parte di territorio, così da colmare il vuoto di rappresentanza alla prima data utile nel bel mezzo della legislatura.

Perché il piano sia completo non resta che individuare il collegio più adeguato allo scopo e, naturalmente, il soggetto disposto a sacrificarsi per cedere il suo posto al Cav.

Come riporta Il Giorno, la scelta del collegio potrebbe essere tra quelli della Camera, più piccoli e quindi semplici da gestire in caso di una campagna elettorale fuori stagione.

Tutto già visto

La strategia non è inedita: il Pablo Escobar della fiction campione d’incassi “Narcos” fece lo stesso. Con l’ambizione di diventare presidente della Colombia, finanziò la campagna elettorale di un candidato, salvo poi pretenderne le dimissioni per lasciargli lo scranno del congresso.

Berlusconi però dovrebbe rifletterci bene: le tentazioni politiche del narcotrafficante più famoso di Netflix crollarono miseramente sotto i colpi del suo stesso passato criminale.