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giovedì, 22 febbraio 2018

Risparmio. Gli italiani sono tra i primi in Europa nella scelta di conservare i propri soldi. Bisogna però continuare a seguire il proprio gruzzoletto, messo da parte magari con tanti sacrifici.

La notizia riguarda i libretti al portatore bancari e postali, uno strumento di risparmio e di sostegno che per decenni ha fatto parte della quotidianità di tante famiglie.

Dal 4 luglio 2017 questi strumenti di risparmio- non sono più emessi, dopo che il governo ha approvato il decreto che sancisce questo termine recependo una direttiva europea anti riciclaggio.

L’ingente massa di libretti al portatore in circolazione dovrà emergere per trasformarsi in libretti trasparenti – nominativi e quindi con l’indicazione del titolare – o in altri strumenti di risparmio entro la fine del 2018.

Libretti al portatore bancari o postali: cosa fare?

Detto dello stop dell’emissione di nuovi libretti al portatore, cosa deve fare chi ne possiede ancora uno o più di uno? C’è tempo fino al 31 dicembre 2018 per andare in banca o in posta e trasferire i soldi su un conto corrente, oppure chiedere la conversione in un libretto nominativo o in contanti. La restituzione del supporto cartaceo e il cambio, insomma, dovranno essere effettuati entro fine anno.

Libretti di risparmio al portatore: le multe

Chi presenterà oltre la scadenza fissata i libretti al portatore messi al bando, sarà multato e dovrà comunque ritirare la somma accumulata. Nel caso di decesso del portatore originario, chi potrà estinguere i libretti a suo nome? “I libretti di risparmio al portatore – è la risposta di Abi, Associazione bancaria italiana – entrano a far parte della massa ereditaria nel caso in cui siano stati in possesso del defunto oppure custoditi a suo nome presso terzi al momento della morte (ad esempio, nella cassetta di sicurezza di un istituto di credito). Pertanto i soggetti legittimati ad estinguerli sono gli eredi”.

 

Fonte: Today