12 gennaio 11:17  |  ARCHIVIO

Un affondo con pochi precedenti quello di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, su Alitalia. Il titolare del dicastero parlando a “Radio anch’io” ha spiegato che l’azienda “è stata gestita male”, mentre all’orizzonte si profila un rischio esuberi importante per i dipendenti della compagnia aerea italiana.

“E’ un’azienda – ha detto Calenda – totalmente privata che ha problemi significativi di gestione. Non esiste che si parli di esuberi prima di parlare di piano industriale. Nessuna azienda si salva senza piano industriale”. Il ministro ha affermato che le colpe della gestione di Alitalia “non devono ricadere sui lavoratori”. Calenda, come precisa l’agenzia Ansa, ha ricordato che l’azienda è privata e che il giudizio spetta agli azionisti ma che il Governo non vuole sentire parlare di esuberi prima di parlare del piano industriale.

Intanto nella giornata di mercoledì i sindacati hanno messo nero su bianco la loro preoccupazione e inviato una lettera al Governo per chiedere un incontro “urgentissimo”. Le sigle sindacali hanno annunciato inoltre, data la “grave situazione”, la possibilità di una giornata di sciopero a febbraio.

Nella missiva inviata al Governo, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo chiedono “un urgentissimo incontro al fine di valutare ogni utile possibile decisione”. Sul tavolo ci sono le problematiche del Fondo di solidarietà del settore (alla base dello sciopero di venerdì 20), il cui funzionamento, nonostante alcune “novità positive”, è pesantemente aggravato dalle molte crisi aziendali. A questo si aggiunge poi l’annosa questione della vertenza Alitalia: le notizie emerse dopo l’incontro con il Governo, e il conseguente rinvio della presentazione del Piano industriale alle organizzazioni sindacali, hanno “generato ulteriore tensione – avvertono i sindacati – sia tra i lavoratori coinvolti di Alitalia che del settore”. E’ in questo clima di incertezza e preoccupazione che i sindacati, denunciando l’assenza di un confronto sul Piano industriale e la presenza di “atti unilaterali nei confronti del lavoro, in violazione del contratto e degli accordi”, hanno aperto formale vertenza nei confronti di Alitalia: una procedura che, se non dovessero arrivare risposte, porterà ad un primo stop a febbraio. I sindacati chiedono che non venga eluso un confronto con loro e si dicono fin da subito disponibili ad un “percorso serio” con l’azienda sia sul Piano industriale che per l’apertura del tavolo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto a fine dicembre.